Testamento olografo e accertamento della capacità di intendere e di volere. (Cass. Civile, Sez. II, sent. n. 1632 del 23 gennaio 2025)

In tema di impugnazione di testamento olografo per incapacità della testatrice, il giudice di merito può legittimamente fondare la propria decisione sulle risultanze delle cartelle cliniche che attestano la capacità di intendere e di volere della testatrice al momento della redazione del testamento, potendo derogare all'ammissione di ulteriori mezzi istruttori qualora ritenga sufficiente ed esaustivo il materiale probatorio acquisito

Commento

(di Daniele Minussi)
Assai dibattuto è il tema dell'accertamento della capacità di intendere di volere del testatore in relazione al perfezionamento di un testamento olografo. Il giudizio della capacità è, infatti, ancorato al momento della redazione della scheda testamentaria, un tempo che può essere anche assai lontano rispetto a quello in cui viene in considerazione il tema della validità dell'atto di ultima volontà. Ciò premesso, nella fattispecie, si è ritenuto assorbente rispetto ad ogni altra questione o mezzo istruttorio il ruolo delle cartelle cliniche prodotte, le quali evidentemente attestavano in maniera non confutabile altrimenti la reale condizione di salute della testatrice.

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