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Terreni gravati ad uso civico e principio di accessione. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 9373 del 21 maggio 2020)

Le opere ed impianti realizzati sine titulo su al di sopra di un suolo assoggettato a vincolo demaniale civico ne seguono la sorte, essendo privi di una propria titolarità giuridica differente dal suolo stesso sul quale insistono e di cui, conseguentemente, acquisiscono la natura.

Commento

(di Daniele Minussi)
La S.C. si limita invero. con la pronunzia in esame, a ribadire l'operatività di un principio generale che non si vede come avrebbe potuto non esplicare i propri effetti (se non in relazione all'orientamento giurisprudenziale in materia di accessione invertita nell'ipotesi di realizzazione di opere pubbliche sul suolo altrui nell'ambito di procedura espropriativa non conclusa), ancorché nel caso pratico in tema di terreni demaniali gravati dall'uso civico. La regola in base alla quale superficies solo cedit infatti possiede una portata generale, consacrata dall'art. 934 cod.civ.. Nella fattispecie è stata cassato la pronunzia di merito nella parte in cui aveva dichiarato la natura demaniale civica di alcuni terreni, ma non anche delle opere idroelettriche abusivamente realizzate sui terreni medesimi.

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