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Potenzialità plurioffensiva del danno derivante dalla morte del prossimo congiunto. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 14040 del 4 giugno 2013)

L’illecito ben può esplicare a carico degli stretti congiunti una sua potenzialità lesiva autonoma, venendo così ad assumere una valenza plurioffensiva, sì da poter essere considerato come causa immediata e diretta non solo del danno subito dalla vittima, ma anche di quello subito dal congiunto.

Commento

(di Daniele Minussi)
Ferma restando la valutazione del pregiudizio subito da colui che sia venuto meno a causa dell'errore diagnostico del medico, anche chi vive insieme alla vittima (nella fattispecie la moglie del defunto) ha diritto ad un autonomo risarcimento del pregiudizio riportato. Il relativo danno psichico conseguente alla depressione può in concreto rivelarsi invalidante anche in maniera grave.

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