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Persona anziana ultranovantenne? Amministrazione di sostegno: non sempre è necessaria. (Tribunale di Vercelli, Sez. Ufficio del Giudice Tutelare, sent. del 16 ottobre 2015)

Al giudice tutelare, ai fini dell’apertura dell’amministrazione di sostegno, è rimesso il triplice accertamento concernente: 1) la sussistenza o meno di una infermità e/o di una menomazione; 2) la verifica di una effettiva impossibilità, anche parziale, della persona beneficiaria di attendere ai propri interessi; 3) il riscontro di un nesso causale tra le circostanze.
In tale ottica: i) la presenza di una rete familiare attenta alle esigenze della persona beneficianda (e priva al suo interno di conflittualità, o tacciabile di un qualche, pur recondito, sospetto in ordine a velleità di approfittamento); ii) l’intervento mirato dei soggetti istituzionali (su tutti, il servizio sociale) deputati all’ausilio delle persone variamente bisognose; iii) la disponibilità, in termini di piena e sufficientemente informata accettazione, da parte del soggetto bisognoso, ad avvalersi dell’aiuto proveniente dai predetti soggetti; iv) la limitata difficoltà di compimento delle attività di protezione, in riferimento ad una agevole sormontabilità delle problematiche di natura pratica, burocratica e giuridica che via via si vadano a presentare; rendono in uno superflua e inutilmente gravatoria l’istituzione di una misura di protezione al ricorrere del mero riscontro di una patologia astrattamente invalidante.

Commento

(di Daniele Minussi)
Alla persona ultranovantenne ben orientata nello spazio e nel tempo che nel corso dell'udienza di esame da parte del Giudice compie "con dovizia di particolari" una descrizione del proprio patrimonio può essere nominato un amministratore di sostegno (sulla scorta delle difficoltà di curare da sola le proprie sostanza)?
La risposta è negativa: è sufficiente un procuratore nominato dalla anziana signora. Per fortuna esiste ancora il buon senso nelle aule di giustizia, altrimenti il fatto di essere in là con gli anni condurrebbe ad una automatica deprivazione dei propri diritti di autodeterminazione.

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