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Nessuna attenuante per il notaio che abbia reiteratamente omesso di effettuare la registrazione nei termini, pur provvedendovi in seguito tardivamente. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 23947 del 25 settembre 2019)

L’attenuante invocata non è compatibile con la rilevata sistematicità delle infrazioni, che denota un atteggiamento connotato da particolare negligenza ovvero incapacità di attenersi alle norme.
La sanzione disciplinare è posta a presidio non già dell’ordinamento generale o di quello tributario, bensì a garanzia del prestigio della funzione e dei clienti, la quale viene irrimediabilmente frustrata da una condotta reiterativa messa in atto per un tempo, se non istantaneo, perlomeno breve. Di talché il tardivo adempimento, che in casi di violazioni isolate, o, comunque non sistematiche, può rilevare «in funzione attenuante», nel caso in esame è stato correttamente giudicato inidoneo a giustificare l’applicazione dell’invocata attenuante.
La doverosità dell'atto ritardato da parte del notaio non è ragione per escludere che il successivo compimento di esso, siccome ad ogni modo dovuto, rilevi in funzione attenuante. L'attenuante invocata non è, tuttavia, compatibile con la rilevata sistematicità delle infrazioni, che denota un atteggiamento connotato da particolare negligenza ovvero incapacità di attenersi alle norme.

Commento

(di Daniele Minussi)
Insomma: se la condotta consistente nel ravvedimento del notaio che, sia pure tardivamente, provvede ad eseguire la registrazione dell'atto, può astrattamente ritenere configurabile un'attenuante rispetto alla irrogazione della sanzione disciplinare prevista dalla legge, essa non può rinvenire applicazione nell'ipotesi in cui si constatino violazioni ripetute. la reiterazione del comportamento negligente infatti supera la portata del susseguente "ravvedimento", che potrebbe addirittura essere considerato come una comoda modalità per sminuire le susseguenti analoghe violazioni.

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