Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Imposta di vincolo? No senza incremento patrimoniale. (Cass. Civ., Sez. V, ord. n. 24232 del 2 novembre 2020)

L'apposizione del vincolo, in quanto tale, determina per il disponente l'utilità rappresentata dalla separatezza dei beni (limitativa della regola generale di cui all'art. 2740 c.c.) in vista del conseguimento di un determinato risultato di ordine patrimoniale, ma non si può affermare che tale utilità concretizzi di per sé, un effettivo e definitivo incremento patrimoniale in capo al disponente e nemmeno al trustee. Tale incremento si verificherà (eventualmente e in futuro) in capo al beneficiario finale, di talché la strumentalità dell'atto istitutivo e di dotazione del trust ne giustifica la fiscale neutralità.

Commento

(di Daniele Minussi)
Ancora una pronunzia che rinnega la tesi in forza della quale il mero effetto segregativo determinato dal vincolo della costituzione di un trust (ma la stessa cosa dovrebbe essere riferita anche per il vincolo di destinazione ex art. 2645 ter cod.civ.) renda applicabile l'imposta di cui al comma 47° dell'art.2 del d.l. 262/2006. Per la tesi contraria si veda Cass. Civ., Sez. VI-T, 3737/2015 che ebbe invece ad affermare la specificità dell'imposta, dovuta indipendentemente dai profili effettuali dell'atto (nello stesso senso si veda anche Cass. Civ., Sez. VI-V, 4482/2016 nonchè Cass. Civ., Sez. V, 13626/2018). Tale impostazione è stata successivamente negata dalla stessa S.C., la quale ha ineccepibilmente osservato come non sussistano i presupposti impositivi per l'applicazione delle predette imposte proporzionali quando non si verifica alcun trasferimento di cespiti, come per l'appunto nell'ipotesi in cui il momento della distribuzione dei beni sia differito nel tempo (ex multis Cass. Civ., Sez. V, 734/2019). L'imposizione proporzionale non può prescindere da un'indice effettivo di manifestazione di ricchezza, secondo i dettami costituzionali (art.53 Cost.). Essa sarà conseguente al verificarsi della effettiva distribuzione della sostanza e non semplicemente con quello della mera istituzione del vincolo (nello stesso senso si veda Cass. Civ., Sez. V, ord. n. 10261/2020).

Aggiungi un commento