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Funzione di accertamento negoziale dell’atto di identificazione dei lasciti immobiliari oggetto di testamento. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 22183 del 20 ottobre 2014)

L'atto con il quale gli eredi individuano i beni immobili oggetto di un testamento olografo, specificando i relativi dati catastali, non esaurisce la propria causa nella strumentalità alla trascrizione, in quanto definisce il contenuto delle disposizioni testamentarie, svolgendo la funzione, tipica del negozio di accertamento, di ricognizione del contenuto del precedente negozio dispositivo, e determina l'effetto dell'attribuzione, in favore di ciascuno dei soggetti nominati nel testamento, di determinati beni.

Commento

(di Daniele Minussi)
E' antica polemica se il contratto possa essere connotato da una causa di accertamento e, nell'ipotesi affermativa, quale ne sia la portata e il profilo effettuale (dispositivo? accertativo? forse un tertium genus appellato come preclusivo?). Al tema in parola appartiene la qualificazione giuridica dell'accordo, intercorrente tra i beneficiari mortis causa con il quale i medesimi abbiano ad identificare i beni immobili oggetto di disposizioni testamentarie. E' infatti ben possibile che l'ereditando abbia usato espressioni gergali, dialettali, familiari per indicare i beni di cui ha disposto con l'atto di ultima volontà.

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