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E’ lecito il mandato post mortem relativo alle modalità di sepoltura. (Tribunale di Reggio Emilia, 12 settembre 2013)

Lo ius eligendi sepulchrum - cioè, il potere di determinare la località, il punto e le modalità di sepoltura della salma di una persona - spetta alla persona stessa e, solo in mancanza di una disposizione data in vita dal defunto, deve essere riconosciuto ai suoi congiunti (coniuge e parenti prossimi) o, in subordine, agli eredi. La volontà di determinare le modalità della propria sepoltura - anche attraverso un mandato post mortem - può essere manifestata in qualsiasi forma e può risultare anche da elementi indiziari.

Commento

(di Daniele Minussi)
Nel caso di specie l'alternativa tra cremazione (richiesta dai parenti del defunto) e sepoltura nella cappella della famiglia della convivente del de cuius (da quest'ultima propugnata) è stata sciolta in quest'ultimo senso in dipendenza della prova dell'esistenza di un mandato post mortem exequendum conferito dal defunto (che si era interessato alla sistemazione nella cappella) alla convivente.

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