Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Donazione modale: obbligo di collatizio ed imputazione ex se. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 6925 del 7 aprile 2015)

L’aggiunta del modus non snatura l’essenza della donazione, non potendo assegnarsi ad esso la funzione di corrispettivo, con la sussunzione della donazione modale alla categoria dei contratti a titolo oneroso, ma comporta che la liberalità, che resta sempre la causa del negozio, attraverso il modus, viene ad esserne limitata. Ne consegue che, nel concorrere alla successione dell’ascendente, i figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali, essendo tenuti a conferire ai coeredi tutto ciò che direttamente e indirettamente abbiano ricevuto da defunto (art. 737 c.c.) sono assoggettati all’obbligo della collazione anche nell’ipotesi di donazione modale, limitatamente alla differenza tra il valore dei beni donati e il valore dell’onere. Poiché l’imposizione di un onere non snatura l’essenza della donazione, trasformandola in un contratto a titolo oneroso, in caso di proposizione di azione di riduzione le donazioni modali non possono ritenersi escluse dalla riunione fittizia. Poiché, tuttavia, l’onere, pur non avendo natura di corrispettivo, comporta una diminuzione di valore della donazione, incidendo sull’ammontare del trasferimento patrimoniale, la determinazione del valore da considerare ai fini della riunione fittizia deve essere effettuata tenendo conto del valore dell’onere, che, pertanto, deve essere detratto dal valore del bene donato.
Nel procedimento per la reintegrazione della quota di eredità riservata al legittimario, si deve avere riguardo al momento dell’apertura della successione per calcolare il valore dell’asse ereditario – mediante la cosiddetta riunione fittizia -, stabilire l’esistenza e l’entità della lesione della legittima, nonché determinare il valore dell’integrazione spettante al legittimario leso.

Commento

(di Daniele Minussi)
La pronunzia chiarisce come la limitazione modale, che ha per effetto quello di decrementare il contenuto economico della liberalità donativa, sia rilevante non soltanto ai fini dell'adempimento dell'obbligazione collatizia, una volta apertasi la successione, ma anche in riferimento all'imputazione ex se. Tale operazione infatti, da effettuarsi dopo aver fatto la riunione fittizia di cui all'art.556 cod.civ., è prodromica alla verifica della eventuale lesione della porzione legittima. Così, per fare un esempio pratico, se il valore di quanto donato fosse pari a 100 e il valore dell'obbligazione modale 20, la collazione dovrà essere fatta in ragione di 80 e il donatario dovrà imputare alla propria porzione legittima, ai fini della verifica dell'eventuale lesione della riserva ai sensi dell'art. 564 cod.civ, un valore pari ad 80.

Aggiungi un commento