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Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese. (DPCM del 24 ottobre 2014)

È stato pubblicato in G.U. del 9 dicembre 2014, n. 285 il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2014, recante "Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese".
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Commento

(di Daniele Minussi)
L’appellativo tecnico è “sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese” o “Spid”. Più semplicemente si può parlare di “pin unico”. La novella in esame è funzionale a mettere a punto un sistema che attribuisce a ciascun cittadino un identificativo unico (PIN) per tutte le operazioni online con la pubblica amministrazione. Evidente la delicatezza del tema, con riferimento alla riservatezza dei dati personali, con particolare riferimento a quelli sensibili (sanitari, giudiziari, etc.). La richiesta di certificati ad una amministrazione pubblica, la prenotazione di esami diagnostici medici, la ricezione dell’esito di tali analisi, il pagamento di imposte e di tasse, l’iscrizione ad un concorso o ad un esame universitario: tutte queste funzioni saranno accessibili per il tramite di un codice di accesso unitario. Questo codice potrebbe inoltre dare accesso anche al commercio interprivato via web, consentendo la fruizione di servizi di home banking e shopping online. In concreto il “pin unico” non consiste in una tessera con un codice alfanumerico o un chip incluso nel proprio interno. Si tratta di un sistema completamente dematerializzato e decentralizzato. Questo significa, tra l’altro, che non sarà lo Stato a gestire tale servizio. Allo scopo di dotarsi del “pin unico” sarà indispensabile presentarsi di persona presso un “gestore d'identità”.
Gli “identity provider” sono quei particolari soggetti che dovranno connettere al riconoscimento fisico della persona che richiede Spid, il “pin unico”, compiendo così un'associazione tra l’identità reale, che si verifica per il tramite dei tradizionali documenti di riconoscimento e il codice identificativo unico, creando così per il tramite di questa associazione una nuova vera e propria identità digitale.
Chi saranno gli identity provider? Si tratta di soggetti pubblici e privati abilitati a vendere Spid a cittadini e aziende, fornendola gratuitamente alla pubblica amministrazione. La definizione è data dall’art.1 della normativa in esame, che al punto l) parla delle “persone giuridiche accreditate allo SPID”.
In concreto si tratterà di soggetti quali Poste Italiane, aziende di servizi telefonici, banche.

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