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Criteri per la liquidazione del danno morale. Negata la necessaria proporzionalità rispetto al pregiudizio riconducibile al danno biologico. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 2228 del 16 febbraio 2012)

In caso di azione per il risarcimento danni da errato intervento in sede di parto, al genitore del bambino che, in quella sede, abbia subito la paralisi ostetrica del braccio, spetta il risarcimento del danno non patrimoniale sofferto in conseguenza di tale evento, dovendo ai fini della liquidazione del relativo ristoro tenersi in considerazione la sofferenza (o patema d'animo) anche sotto il profilo della sua degenerazione in obiettivi profili relazionali.
La prova del danno non patrimoniale, patito dai prossimi congiunti di persona resa invalida dall'altrui illecito, può essere desunta anche soltanto dalla gravità delle lesioni, sempre che l'esistenza del danno non patrimoniale sia stata debitamente allegata nell'atto introduttivo del giudizio.
Il danno morale, pur costituendo un pregiudizio non patrimoniale al pari del danno biologico, non è ricompreso in quest'ultimo e va liquidato a parte, con criterio equitativo che tenga debito conto di tutte le circostanze del caso concreto. È, pertanto, errata la liquidazione di tale pregiudizio in misura pari ad una frazione dell'importo liquidato a titolo di danno biologico, perché tale criterio non rende evidente e controllabile l'iter logico attraverso cui il giudice di merito sia pervenuto alla relativa quantificazione, né permette di stabilire se e come abbia tenuto conto della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell'entità della relativa sofferenza e del turbamento del suo stato d'animo.

Commento

(di Daniele Minussi)
Il nodo è costituito dalla relazione che si pone tra liquidazione del danno biologico e liquidazione del danno morale. Non può, secondo la S.C., essere istituita una relazione proporzionale in forza della quale il danno morale dovrebbe essere liquidato in riferimento alla quantificazione del danno biologico. Il danno va personalizzato: nella specie il pregiudizio lamentato dai genitori è stato reputato autonomamente rilevante rispetto alla quantificazione del danno biologico subito dal figlio.

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