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Cons. Stato, n. 1550/2007. Natura guiridica della DIA e tutela giurisdizionale del terzo.

La DIA non è uno strumento di liberalizzazione dell'attività, ma rappresenta una semplificazione procedimentale che consente al privato di conseguire un titolo abilitativo a seguito del decorso di un termine (trenta giorni) dalla presentazione della denuncia stessa; la liberalizzazione di determinate attività economiche è cosa diversa e presuppone che non sia necessaria la formazione di un titolo abilitativo.
Nel caso della DIA, con il decorso del termina si forma una autorizzazione esplicita di natura provvedimentale, che può essere impugnata dal terzo entro l'ordinario termine di decadenza di sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione al terzo del perfezionamento della DIA o dall'avvenuta conoscenza del consenso (implicito) all'intervento oggetto di DIA. Il ricorso avverso il titolo abilitativo formatosi a seguito di DIA ha, quindi, a oggetto non il mancato esercizio dei poteri sanzionatori o di autotutela dell'amministrazione, ma direttamente l'assentibilità, o meno, dell'intervento.

Commento

I Giudici amministrativi riconoscono la positiva natura provvedimentale del silenzio serbato dall'amministrazione comunale in riferimento alla DIA presentata, cui non abbia fatto seguito alcuna rchiesta di integrazione o alcun atto negativo. Ne segue l'impugnabilità di siffatto provvedimento positivo da parte del terzo entro il termine decadenziale di sessanta giorni dalla formazione del silenzio-assenso.

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