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Come contestare l’autenticità del testamento olografo? La "terza via" delle Sezioni Unite (Cass. Civ., Sez. Unite, sent. n. 12307 del 15 giugno 2015)

La parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo, grava sulla parte stessa.

Commento

(di Daniele Minussi)
Come fare per contestare l’autenticità di un testamento olografo?
Sul campo si fronteggiano da tempo due distinte impostazioni teoriche. Secondo un primo orientamento, la natura di scrittura privata del testamento redatto di pugno dal testatore imporrebbe di procedere mediante: a) disconoscimento della scrittura da parte di chi la contesta, b) proposizione dell’istanza di verificazione da parte di colui che, al contrario, intende avvalersene. Secondo un meditato orientamento, tale opinione non sarebbe sostenibile: infatti il disconoscimento sarebbe intrinsecamente previsto per la contestazione di una scrittura da parte del proprio autore, ciò che ovviamente non può avvenire per il testamento, la cui autenticità viene posta in dubbio da un terzo. Ne seguirebbe l’onere di procedere mediante la proposizione della querela di falso.
Le SSUU seguono un differente percorso ermeneutico: chi vuole revocare in dubbio l’autenticità di un testamento olografo deve, in armonia con il principio generale dell'onere della prova, proporre domanda di accertamento negativo in riferimento alla provenienza del documento da colui che appare esserne l’autore.

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