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Cassazione Civile Sez.Unite 173/2001: Portata e contenuto direttamente ablatori, in via eccezionale, per gli strumenti urbanistici di secondo grado

Ai fini indennitari e della previa qualificazione dei suoli espropriati alla stregua delle correlative "possibilità legali" di edificazione al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'espropriazione, ai sensi dell'art. 5 bis, comma 3 della legge n. 359 del 1992, le prescrizioni ed i vincoli stabiliti dagli strumenti urbanistici di secondo livello - influenti di regola su tale qualificazione, per il contenuto conformativo della proprietà che ad essi deriva dalla loro funzione di definire, per zone, in via astratta e generale, le possibilità edificatorie connesse al diritto dominicale - possono, in via eccezionale, avere anche portata e contenuto direttamente ablatori ( che ne escludono l'incidenza sulla liquidazione dell'indennità) ove si tratti di vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione di localizzazione dell'opera, implicante di per sè la necessaria traslazione di quei beni all'ente pubblico.

Commento

La S.C. si pronunzia in relazione al discusso criterio di quantificazione dell'indennità espropriativa introdotto dal d.l. 333/92 già oggetto di intervento da parte del Giudice delle leggi (cfr. Corte Cost. 1993 n.283).
Ai fini della determinazione del valore venale del bene oggetto di procedura espropriativa (ciò che costituisce uno dei due parametri di determinazione legale dell'entità dell'indennizzo, unitamente al valore fiscale costituito dal reddito dominicale rivalutato) occorre considerare, relativamente ad un fondo edificabile, le prescrizioni urbanistiche di piano regolatore generale (ivi comprese le varianti) unicamente quando riguardino l'indice medio di fabbricabilità, con esclusione delle variazioni afferenti l'allocazione di specifiche costruzioni o infrastrutture e servizi.

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