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Cass. Civ., sez. Unite, n. 28042/2008. Sussidiarietà dell'azione di arricchimento senza causa.

Poichè l'azione di arricchimento senza causa ha carattere sussidiario, la si deve ritenere esclusa in ogni caso in cui il danneggiato, secondo una valutazione da compiersi in astratto e prescindendo quindi dalla previsione del suo esito, possa esercitare un'altra azione per farsi indennizzare il pregiudizio subito. Pertanto tale azione è inammissibile anche nell'ipotesi in cui chi la esercita disponeva di una azione che si è prescritta o in relazione alla quale si è verificata una decadenza.

Commento

Le Sezioni Unite ribadiscono il principio della sussidiarità assoluta dell'azione di ingiustificato arricchimento, dunque improponibile nell'ipotesi di astratta spettanza di altri strumenti di protezione, concretamente inutilizzabili a cagione della sopravvenuta decorrenza di termini decadenziali e/o prescrizionali.

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