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Cass. Civ., Sez. III, n. 24539/2009. Abuso della tutela processuale nella parcellizzazione dell'unico credito.

Non è consentito al creditore di una determinata somma di denaro, dovuta in forza di un unico rapporto obbligatorio, di frazionare il credito in plurime richieste giudiziali di adempimento, contestuali o scaglionate nel tempo, in quanto tale scissione del contenuto dell'obbligazione, operata dal creditore per sua esclusiva utilità con unilaterale modificazione peggiorativa della posizione del debitore, si pone in contrasto sia con il principio di correttezza e buona fede, che deve improntare il rapporto tra le parti non solo durante l'esecuzione del contratto ma anche nell'eventuale fase dell'azione giudiziale per ottenere l'adempimento, sia con il principio costituzionale del giusto processo, traducendosi la parcellizzazione della domanda giudiziale diretta alla soddisfazione della pretesa creditoria in un abuso degli strumenti processuali che l'ordinamento offre alla parte, nei limiti di una corretta tutela del suo interesse sostanziale.

Commento

(di Daniele Minussi) La S.C. stigmatizza come abusiva (secondo le indicazioni di Cass. S.U. 23726/2007) la condotta del creditore che venga a danneggiare il debitore il quale si veda rivolgere plurime richieste di pagamento di somme che costituiscano l'ammontare frazionato di un credito originariamente unitario. E' infatti evidente che un siffatto comportamento si risova in un aggravio per il debitore, costretto a porre in essere una defatigante e costosa attività di difesa in ciascuno dei procedimenti instaurati per azionare un diritto che in realtà è unitario.

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