Avvocato che riveste la qualità di Amministratore Unico? Illecito permanente (Cass. Civ., Sez. Unite, ord. n. 4754 del 3 marzo 2026)

L’avvocato che riveste la carica di amministratore unico di una società commerciale in violazione dell’art. 18, comma 1, lett. c), della legge n. 247 del 2012 pone in essere un illecito permanente, che cessa con la cessazione della stessa carica. La data di cessazione dalla carica e, quindi, dell’illecito è rilevante ai fini della decorrenza della prescrizione dell’azione disciplinare

Commento

(di Daniele Minussi)
L'art. 18, comma 1, lettera c), della legge n. 247 del 2012 prevede specifiche incompatibilità con la professione di avvocato. Si tratta, a difesa del decoro e dell'indipendenza della professione, della qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore in società di persone commerciali, della carica di amministratore unico o di consigliere delegato in società di capitali, di quella di presidente del consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione.
Ne discende che l'avvocato la cui condotta violi tale disposizione, in conseguenza dell'assunzione della carica di AU di una società commerciale, pone in essere una condotta illecita caratterizzata dalla permanenza, destinata a venir meno soltanto una volta che la carica sia cessata. Da questo momento decorre il dies a quo del termine entro il quale si può intraprendere l'azione disciplinare (6 anni dal fatto: cfr. l'art. 56 della l. 247/2012).

Aggiungi un commento