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Applicazione della normativa sulla privacy in materia di trattamento dei dati alle attività di gestione e amministrazione del condominio. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 1593 del 23 gennaio 2013)

Argomentando dall’art. 24 d.lgs. n. 196/2003, le attività di gestione e amministrazione delle parti comuni implicano la possibilità di raccolta, registrazione, conservazione, elaborazione e selezione da parte dell’amministratore delle informazioni concernenti le posizioni di dare e avere dei singoli partecipanti al condominio. Ancora si è affermato che ragioni di buon andamento e di trasparenza giustificano una comunicazione di questi dati a tutti i condomini, non solo su iniziativa dell’amministratore in sede di rendiconto annuale o di assemblea ovvero nell’ambito delle informazioni periodiche trasmesse nell’assolvimento degli obblighi scaturenti dal mandato ricevuto, ma anche su richiesta di ciascun condomino, il quale è investito di un potere di vigilanza e di controllo sull’attività di gestione delle cose, dei servizi e degli impianti comuni che lo facoltizza a richiedere all’amministratore informazioni sulla situazione contabile del condominio, comprese quelle che riguardano eventuali posizioni debitorie degli altri partecipanti.

Commento

(di Daniele Minussi)
Interessante pronunzia in tema di contemperamento tra diritto alla riservatezza nel trattamento dei dati personali e svolgimento dei compiti dell'amministratore di condominio. E' stato infatti deciso che non soltanto la gestione degli enti comuni può ben legittimare un'attività intesa alla comunicazione di dati personali propri di uno tra i condomini, ma che ciò sia possibile anche su richiesta di altro condomino. Da osservare come, in riferimento ai dati, la "comunicazione" si distingua in maniera nitida dalla "diffusione". La prima attiene alla tramissione del dato da un soggetto ad uno o più soggetti determinati, la seconda invece l'utilizzo di strumenti idonei a consentire la conoscenza dei dati da parte di una serie indeterminata di soggetti.

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