Amministrazione di sostegno. Capacità di testare o di esprimere liberalità donative. (Cass. Civ., Sez. I, ord. n. 1396 del 22 gennaio 2026)
In tema di amministrazione di sostegno, il giudice tutelare può estendere al beneficiario della misura, ai sensi dell’art. 411, comma 4, c.c. le limitazioni della capacità di testare o di donare previste dall’art. 591 c.c., senza possibilità di equiparare – al fine di escludere tali effetti – la capacità di amministrare liberamente la porzione di patrimonio rimessa alla disponibilità ordinaria dell’interessato, con la piena capacità di quest’ultimo di compiere atti dispositivi sull’intero patrimonio, mortis causa o donandi causa, occorrendo piuttosto accertare in concreto se sussiste un grado d’incapacità cognitiva e volitiva a riguardo da parte del beneficiario stesso. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio il provvedimento con cui, pur in presenza di un quadro clinico compromesso dal progressivo ed irreversibile grave deterioramento cognitivo dell’amministrato, accertato dal c.t.u., era stata disattesa la richiesta di stabilire limitazioni della capacità di testare e donare, essendosi ritenute tali limitazioni sproporzionate in ragione della cospicua somma mensile di cui l’interessato poteva liberamente disporre)