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Vocazione e delazione ereditaria



Nel corso dell'esame che segue assumeremo in considerazione l'aspetto soggettivo della designazione dei soggetti beneficiari di lasciti mortis causa, tanto nell'ipotesi in cui il titolo sia la legge, quanto per il caso in cui essa discenda da un atto di ultima volontà. Secondo un'opinione si distinguerebbe tra vocazione e delazione nota1 .

La vocazione individuerebbe semplicemente l'indicazione soggettiva di coloro che vengono alla successione. La delazione dovrebbe piuttosto essere intesa come concreta messa a disposizione dei soggetti designati delle situazioni giuridiche soggettive consistenti nel complesso dei diritti soggettivi, assoluti e relativi, delle obbligazioni, dei doveri giuridici, delle aspettative destinate ad eredi e legatari. In sintesi essa avrebbe a che fare con l'aspetto oggettivo del fenomeno successorio nota2.

Assoggetteremo a critica questa concezione che, se possiede l'indubbio pregio di distinguere l'aspetto della semplice designazione soggettiva da quello della concreta offerta del compendio ereditario a chi rivesta la qualità di erede o legatario, non riesce comunque a risolvere la discrasia terminologica tra delazione e chiamata. Di "chiamato" fa menzione infatti l'art. 460 cod.civ. per attribuire allo stesso una cospicua serie di poteri che vanno dalla possibilità di esperire le azioni possessorie al diritto di accettare le eredità. In termini espliciti si parla di delazione ereditaria nel titolo dell'art. 457 cod.civ. . Nessuna norma del codice fa invece riferimento alla "vocazione", che appare così "fuori campo", concetto riconducibile alla mera elaborazione degli interpreti nota3.

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Note

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Cariota Ferrara, Le successioni per causa di morte. Parte generale, Napoli, 1977, p.97; Trimarchi, L'eredità giacente, Milano, 1954, p.18; Piras, Successione per causa di morte. Parte generale. Successione necessaria, Milano, 1965, p.68.
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nota2

Capozzi, Successioni e donazioni, Milano, 2002, p.16.
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nota3

Critico nei confronti della distinzione tra i due aspetti oggettivo e soggettivo, ritenuta di carattere eminentemente dogmatica, è anche Ferri, Disposizioni generali sulle successioni (artt.456-511), in Comm.cod.civ., diretto da Scialoja-Branca, a cura di Galgano, Bologna-Roma, 1997, p.82.
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Bibliografia

  • CARIOTA - FERRARA, Le successioni per causa di morte. Parte generale , Napoli, 1955
  • FERRI, Disposizioni generali sulle successioni, Bologna Roma, Comm.cod.civ. Scialoja Branca, 1997
  • PIRAS, Successione per causa di morte, Milano, 1965
  • TRIMARCHI, L'eredità giacente, Milano, 1954

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