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Vendita del diritto ereditario fatta al coerede a suo rischio e pericolo



L'art. 765 cod.civ. prescrive l'impraticabilità del rimedio dell'azione di rescissione di cui all'art. 763 cod.civ. (che concerne gli atti divisionali) contro la vendita del diritto ereditario fatta senza frode ad uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi.

La fattispecie della vendita di cui all'art. 765 cod.civ. è sicuramente da comprendere tra gli atti diversi dalla divisione di cui all'art. 764 cod.civ. , in relazione ai quali la norma appena citata espressamente prevede l'applicabilità dell'impugnativa della rescissione. Si tratta infatti di un atto negoziale indiretto, contrassegnato cioè dall'intento di far cessare tra i contitolari la situazione di comunione intercorrente tra i medesimi nota1.

Perchè allora l'art. 765 cod.civ. dispone nel modo riferito?

A questo proposito gli interpreti hanno avanzato due ipotesi.

La prima, secondo la quale l'art. 765 cod.civ. non rappresenterebbe una compravendita connotata da una causa commutativa, bensì un vero e proprio contratto aleatorio nota2: infatti essa non ha ad oggetto beni determinati, bensì una quota di eredità, della quale potrebbe computarsi il valore soltanto in via di approssimazione.

Fa dunque difetto nelle parti, al tempo del perfezionamento del contratto, ogni rappresentazione relativa ad una relazione di proporzionalità e di adeguatezza tra le due controprestazioni nota3. In altre parole non è possibile a priori stabilire quanto ciascuno dei partecipi alla comunione riceve in conseguenza della vendita e, pertanto, non risulta praticabile il paragone tra quanto oggetto del trasferimento e quanto oggetto della quota di diritto spettante a ciascuno. Non si può fondare l'azione di rescissione che comunque, non a caso, costituisce un rimedio estraneo ai contratti aleatori (cfr. art. 1448 cod.civ. ) nota4.

Unica eccezione è la vendita fatta con frode, intesa come consapevolezza da parte di uno dei contraenti della discrepanza tra il valore della quota di diritto spettante al coerede ed il valore dei beni venduti nota5. Tale conoscenza viene a negare in radice la causa aleatoria del negozio e viene pertanto sanzionata con la proponibilità del rimedio rescissorio nota6.

Al contrario rappresenta una seconda ipotesi, diversa dall'alienazione ex art. 765 cod.civ. , la vendita di beni determinati che venga fatta al coerede, in quanto contratto commutativo e non aleatorio. La fattispecie si può ritenere assoggettabile al principio di cui all'art. 764 cod.civ. ogniqualvolta essa si configuri come negozio indiretto contrassegnato da una causa concretamente divisionale nota7. Una siffatta alienazione potrebbe avere la finalità di sciogliere la comunione ed anche quella, parallela, di assegnare a ciascun contitolare un valore proporzionato alla propria quota dei beni comuni. Il venditore dovrebbe pertanto ricevere una somma equivalente alla porzione di diritto spettantegli e l'acquirente sarebbe tenuto a corrispondere una somma pari alla parte eccedente rispetto al valore della propria quota.

Note

nota1

Cfr. Burdese, La divisione ereditaria, in Tratt.dir.civ.it., diretto da Vassalli, Torino, 1980, p.86 e Forchielli, Della divisione, in Comm. cod. civ., a cura di Scialoja-Branca, Bologna-Roma, 1970, p.521.
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nota2

Così Capozzi, Successioni e donazioni, Milano, 1982, p.711; Mirabelli, Dei singoli contratti, in Comm. cod. civ., IV, Torino, 1968, p.201.
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nota3

Cfr. Mirabelli, Transazione e divisione, in Foro it., I, 1952, p.43.
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nota4

De Cesare, Gaeta, Le ipotesi divisionali, in Successioni e donazioni, a cura di Rescigno, vol. II, Padova, 1994, p.39.
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nota5

Si veda, tra gli altri, Moscarini, Gli atti equiparati alla divisione, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1963, p.556.
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nota6

V. Azzariti, Le successioni e le donazioni, Padova, 1982, p.758.
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nota7

Capozzi, op.cit., p.711.
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Bibliografia

  • AZZARITI, Le successioni e le donazioni: Libro secondo del Codice Civile, Padova, 1982
  • BURDESE, La divisione ereditaria, Torino, vol. XX, 1980
  • CAPOZZI, Successioni e donazioni, Milano, II, 1982
  • DE CESARE-GAETA, Le ipotesi divisionali, Padova, Succ. e don. dir. da Rescigno, II, 1994
  • MIRABELLI, Dei singoli contratti, Torino, Comm. cod. civ., vol. IV, 1968
  • MIRABELLI, Transazione e divisione, Foro it. , I, 1952
  • MOSCARINI, Gli atti equiparati alla divisione, Riv.trim.dir. e proc.civ., 1963

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