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Tutela alternativa rispetto a quella giurisdizionale (t.u. in materia di privacy)



La sezione III della parte III del d. lgs. 196/2003 (t.u. in materia di privacy) prevede una forma di protezione dei diritti dell'interessato alternativa rispetto a quella giurisdizionale. I rapporti tra le due tutele vengono messi a fuoco dall'art.145 t.u..

Ai sensi della detta norma viene infatti previsto che i diritti di cui all'art. 7 t.u. possono essere fatti valere dall'interessato anche con ricorso al Garante, pur precisandosi che esso non possa venir più proposto se, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, è stata già adita l'autorità giudiziaria.
Inversamente, ex III comma art. 145 t.u., la presentazione del ricorso al Garante rende improponibile un'ulteriore domanda dinanzi all'autorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto.

Ai sensi dell'art. 146 t.u. i l ricorso al Garante può essere proposto dall'interessato soltanto in esito alla proposizione (salvi i casi in cui il decorso del termine esporrebbe taluno a pregiudizio imminente ed irreparabile) di una richiesta sul medesimo oggetto al titolare o al responsabile del trattamento ai sensi del I comma dell'art. 8 t.u. e siano decorsi i termini di cui tra breve si dirà oppure sia stato opposto alla richiesta un diniego anche parziale.
Il riscontro alla richiesta da parte del titolare o del responsabile è fornito entro quindici giorni dal suo ricevimento.
Entro il predetto termine se le operazioni necessarie per un integrale riscontro alla richiesta sono di particolare complessità, ovvero ricorre altro giustificato motivo, il titolare o il responsabile ne danno comunicazione all'interessato. In tal caso, il termine per l'integrale riscontro è di trenta giorni dal ricevimento della richiesta medesima.

L'art. 147 t.u. tratta della presentazione del ricorso. Esso è proposto nei confronti del titolare e contiene le seguenti indicazioni:
a) gli estremi identificativi del ricorrente, dell'eventuale procuratore speciale, del titolare e, ove conosciuto, del responsabile eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all'art. 7 t.u. ;
b) la data della richiesta presentata al titolare o al responsabile ai sensi del I comma dell'art. 8 t.u., oppure del pregiudizio imminente ed irreparabile che permette di prescindere dalla richiesta medesima;
c) gli elementi posti a fondamento della domanda;
d) il provvedimento richiesto al Garante;
e) il domicilio eletto ai fini del procedimento.
Il ricorso è sottoscritto dal ricorrente o dal procuratore speciale e reca in allegato:
a) la copia della richiesta rivolta al titolare o al responsabile ai sensi del predetto I comma dell'art. 8 t.u. ;
b) l'eventuale procura;
c) la prova del versamento dei diritti di segreteria.
Al ricorso è unita anche la documentazione utile ai fini della sua valutazione e l'indicazione di un recapito per l'invio di comunicazioni al ricorrente o al procuratore speciale mediante posta elettronica, telefax o telefono.
Il ricorso è rivolto al Garante e la relativa sottoscrizione è autenticata. L'autenticazione non è richiesta se la sottoscrizione è apposta presso l'Ufficio del Garante o da un procuratore speciale iscritto all'albo degli avvocati al quale la procura è conferita ai sensi dell'art. 83 c.p.c., ovvero con firma digitale in conformità alla normativa vigente.
Il ricorso è validamente proposto solo se è trasmesso con plico raccomandato, oppure per via telematica osservando le modalità relative alla sottoscrizione con firma digitale e alla conferma del ricevimento prescritte ai sensi del II comma dell'art. 38 t.u., ovvero presentato direttamente presso l'Ufficio del Garante.

L'art.148 t.u. assume in considerazione le ipotesi in cui il ricorso si palesa inammissibile. Esso è tale:
a) se proviene da un soggetto non legittimato;
b) in caso di inosservanza delle disposizioni di cui agli artt. 145 e 146 t.u. ;
c) se difetta di taluno degli elementi indicati nell'art. 147, commi I e II del t.u., salvo che sia regolarizzato dal ricorrente o dal procuratore speciale anche su invito dell'Ufficio del Garante ai sensi del comma II, entro sette giorni dalla data della sua presentazione o della ricezione dell'invito. In tale caso, il ricorso si considera presentato al momento in cui il ricorso regolarizzato perviene all'Ufficio.
Il Garante determina i casi in cui è possibile la regolarizzazione del ricorso.

Quanto all'aspetto procedimentale, del medesimo si occupa l'art. 149 t.u.. Ai sensi di essa, fuori dei casi in cui è dichiarato inammissibile o manifestamente infondato, il ricorso è comunicato al titolare del trattamento entro tre giorni a cura dell'Ufficio del Garante, con invito ad esercitare entro dieci giorni dal suo ricevimento la facoltà di comunicare al ricorrente e all'Ufficio la propria eventuale adesione spontanea. L'invito è comunicato al titolare per il tramite del responsabile eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all'art.7 t.u., ove indicato nel ricorso.
In caso di adesione spontanea è dichiarato non luogo a provvedere. Se il ricorrente lo richiede, è determinato in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a carico della controparte o compensati per giusti motivi anche parzialmente.
Nel procedimento dinanzi al Garante il titolare, il responsabile e l'interessato hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e hanno facoltà di presentare memorie o documenti. A tal fine l'invito di cui sopra detto è trasmesso anche al ricorrente e reca l'indicazione del termine entro il quale il titolare, il medesimo responsabile e l'interessato possono presentare memorie e documenti, nonchè della data in cui tali soggetti possono essere sentiti in contraddittorio anche mediante idonea tecnica audiovisiva.
Nel procedimento il ricorrente può precisare la domanda nei limiti di quanto chiesto con il ricorso o a seguito di eccezioni formulate dal titolare.
Il Garante può disporre, anche d'ufficio, l'espletamento di una o più perizie. Il provvedimento che le dispone precisa il contenuto dell'incarico e il termine per la sua esecuzione ed è comunicato alle parti le quali possono presenziare alle operazioni personalmente o tramite procuratori o consulenti designati. Il provvedimento dispone inoltre in ordine all'anticipazione delle spese della perizia.
Nel procedimento, il titolare e il responsabile di cui sopra possono essere assistiti da un procuratore o da altra persona di fiducia.
Se gli accertamenti risultano particolarmente complessi o vi è l'assenso delle parti. il termine di sessanta giorni di cui al II comma dell'art. 150 t.u., può essere prorogato per un periodo non superiore ad ulteriori quaranta giorni.
Il decorso dei termini previsti dal II comma dell'art. 150 t.u. e dall'art. 151 t.u. è sospeso di diritto nel periodo feriale, cioè dal 1 agosto al 15 settembre di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Se il decorso ha inizio durante tale periodo, l'inizio stesso è differito alla fine del periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussiste il pregiudizio di cui al I comma dell'art. 146 t.u. e non preclude l'adozione dei provvedimenti di cui al I comma dell'art. 150 t.u..

Per quanto concerne i provvedimenti che possono essere assunti dal Garante al termine del procedimento iniziato con la presentazione del ricorso, l'art. 150 t.u. prescrive che, qualora la particolarità del caso lo richiede, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto o in parte di taluno dei dati, ovvero l'immediata sospensione di una o più operazioni del trattamento. Il provvedimento può essere adottato anche prima della comunicazione del ricorso ai sensi del I comma dell'art. 149 t.u. e cessa di avere ogni effetto se non è adottata nei termini la decisione di cui al II comma della norma riferita. Il medesimo provvedimento è impugnabile unitamente a tale decisione.
Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dell'interessato e assegnando un termine per la loro adozione. La mancata pronuncia sul ricorso, decorsi sessanta giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto (silenzio-rigetto).
Se vi è stata previa richiesta di taluna delle parti, il provvedimento che definisce il procedimento determina in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a carico, anche in parte, del soccombente o compensati anche parzialmente per giusti motivi.
Il provvedimento espresso, anche provvisorio, adottato dal Garante è comunicato alle parti entro dieci giorni presso il domicilio eletto o risultante dagli atti. Il provvedimento può essere comunicato alle parti anche mediante posta elettronica o telefax.
Se sorgono difficoltà o contestazioni riguardo all'esecuzione del provvedimento di cui sopra, il Garante, sentite le parti ove richiesto, dispone le modalità di attuazione avvalendosi, se necessario, del personale dell'Ufficio o della collaborazione di altri organi dello Stato.
In caso di mancata opposizione avverso il provvedimento che determina l'ammontare delle spese e dei diritti, o di suo rigetto, il provvedimento medesimo costituisce, per questa parte, titolo esecutivo ex artt. 474 e 475 c.p.c..

Avverso il provvedimento espresso o il rigetto tacito di cui al II comma dell'art. 150 t.u., il titolare o l'interessato possono, ex art.151 t.u., proporre opposizione con ricorso ai sensi dell'art. 152 t.u. (come modificato dal D.Lgs. 150 del 2011). Il procedimento, all'esito della predetta novella, è attualmente disciplinato in base alle norme proprie del rito del lavoro.

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