Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Sanzioni (t.u. in materia di privacy)



Il D. Lgs 196/03 (t.u. in materia di privacy) è dotato di un apparato sanzionatorio che utilizza gli strumenti sia della sanzione amministrativa, sia di quella penale.

L'art. 161 t.u. prescrive che l'omissione o l'inidoneità dell'informativa all'interessato di cui all'art. 13 t.u. sia punita con il pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro o, nei casi di dati sensibili o giudiziari o di trattamenti che presentano rischi specifici ai sensi dell'art. 17 t.u. o, comunque, di maggiore rilevanza del pregiudizio per uno o più interessati, da cinquemila euro a trentamila euro. Si badi al fatto che la somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore.

L'art. 162 t.u. colpisce la cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal I comma lett. b) dell'art.16 t.u. o di altre disposizioni in materia di disciplina del trattamento dei dati personali. Queste condotte sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro.
La violazione della disposizione di cui al I comma dell'art. 84 t.u. , è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da mille euro a seimila euro.

L'art. 163 t.u. prevede che, chiunque, essendovi tenuto, non provvede tempestivamente alla notificazione del trattamento al Garante ai sensi degli artt. 37 e 38 t.u. , ovvero indica in essa notizie incomplete, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro e con la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto, in uno o più giornali indicati nel provvedimento che la applica.

L'art. 164 t.u. colpisce l'omissione di informazione o di esibizione al Garante in relazione alle informazioni o ai documenti richiesti ai sensi degli artt. 150, II comma , e 157 t.u. : la punizione consiste nella sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro.

Nelle ipotesi di cui agli artt. 161 , 162 e 164 t.u. che precedono l'art. 165 t.u. contempla la possibilità che possa essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto, in uno o più giornali indicati nel provvedimento che la applica. La pubblicazione ha luogo a cura e spese del contravventore.

L'art.166 t.u. individua nel Garante l'organo competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni in parola nonchè di quelle di cui al III comma dell'art. 179 t.u. . Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della Legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni (vale a dire la c.d. legge di depenalizzazione).

Gli artt. 167 e ss. del t.u. prevedono invece gli illeciti di natura penale. La prima delle citate norme (art.167 t.u.) prevede espressamente (trattamento illecito di dati) che, salva la possibilità che venga in considerazione un più grave reato (es. quello di cui all'art. 326 c.p.: cfr. Cass. Pen., Sez. VI, 9726/13), "chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli artt. 18, 19 , 23 , 123, 126 e 130 t.u. è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi...". In alternativa, in applicazione dell'art. 129 t.u. , è anche possibile, se dal fatto deriva nocumento, l'irrogazione della pena della reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi. La norma è applicabile non soltanto a chi abbia trattato in via per così dire "primaria" i dati personali, ma pure chi ne abbia conseguito, quand'anche casualmente, la conoscenza (cfr. Cass. Pen., Sez. III, 21839/11).
Prosegue il II comma della norma nel senso che, sempre salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli artt. 17 , 20 , 21 , 22, VIII e XI comma , 25, 26, 27 e 45 t.u., è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni. Al riguardo è stato deciso come non integrino gli estremi della violazione in esame le semplici violazioni formali ed irregolarità procedimentali idonee a produrre un danno minimo all'identità personale o alla privacy del soggetto e che non arrechino alcun pregiudizio economicamente apprezzabile (Cass. Pen. Sez. III, 30134/04).

L'art. 168 t.u. assume in esame la falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al garante.
Chiunque, nella notificazione di cui all'art. 37 t.u. o in comunicazioni, atti, documenti o dichiarazioni resi o esibiti in un procedimento dinanzi al Garante o nel corso di accertamenti, dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

La norma che segue tratta invece dell'omissione delle misura di sicurezza. Ai sensi dell'art. 169 t.u. chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime previste dall'art. 33 t.u., è punito con l'arresto sino a due anni.

All'autore del reato, all'atto dell'accertamento o, nei casi complessi, anche con successivo atto del Garante, è impartita una prescrizione fissando un termine per la regolarizzazione non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario, prorogabile in caso di particolare complessità o per l'oggettiva difficoltà dell'adempimento e comunque non superiore a sei mesi. Nei sessanta giorni successivi allo scadere del termine, se risulta l'adempimento alla prescrizione, l'autore del reato è ammesso dal Garante a pagare una somma pari al quarto del massimo della sanzione stabilita per la violazione amministrativa. L'adempimento e il pagamento estinguono il reato. L'organo che impartisce la prescrizione e il pubblico ministero provvedono nei modi di cui agli artt. 21 , 22, 23 e 24 del D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 e successive modificazioni, in quanto applicabili.

Nelle ipotesi di inosservanza di provvedimenti del Garante, si procede ai sensi dell'art. 170 t.u. , a mente del quale, chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi degli artt. 26, II comma t.u. , 150, I e II comma e 143, I comma, lettera c) t.u. , è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

L'art. 171 t.u. riconnette alla violazione delle disposizioni di cui agli artt. 113, I comma e 114 t.u. , la punizione con le sanzioni di cui all'art. 38 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (c.d. statuto dei lavoratori).

A titolo di pena accessoria l'art. 172 t.u. prevede infine che la condanna per uno dei delitti previsti dal presente codice importa la pubblicazione della sentenza.

News collegate

Vedi anche

Chiedi consulenza ai nostri esperti su:

Sanzioni (t.u. in materia di privacy)
richiedi un preventivo gratuito

Trovi ulteriori informazioni sulle Consulenze di Wikijus qui

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Sanzioni (t.u. in materia di privacy)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto