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Revoca espressa mediante atto notarile



La revocazione del testamento può essere effettuata con atto pubblico notarile, alla presenza di due testimoni (art. 680 cod. civ.). Il contenuto di detto atto si esaurisce nella dichiarazione effettuata personalmente dal soggetto di revocare la precedente disposizione testamentaria. La norma esplicitamente pone il requisito della personalità, che viene inteso come impossibilità di sostituzione per il tramite di un rappresentante o di un nuncio nota1.

La ratio dello speciale formalismo (l'atto pubblico, l'assistenza dei testimoni, la necessaria personalità) può essere individuata nella esigenza di protezione del testatore rispetto al tentativo di porre in essere manovre captatorie ad opera di soggetti interessati al fenomeno successorio nota2. Qualora la revoca fosse un atto a forma libera ovvero fosse sufficiente la semplice redazione per iscritto, si potrebbero facilmente verificare abusi: sarebbe ad esempio possibile ritenere revocato un testamento sulla scorta di una dichiarazione dattiloscritta, magari predisposta da altri, semplicemente sottoscritta da colui al quale è attribuita la revoca. Per tale via potrebbe porsi nel nulla un testamento qualificato dalla forma olografa in considerazione di un atto qualificato da minori requisiti formali (una dichiarazione scritta a macchina e semplicemente firmata dal revocante).

Qual è la natura giuridica della revoca per atto notarile?

La questione è disputata: aderendo all'opinione secondo la quale si tratta di un atto negoziale inter vivos, sulla scorta della immediata produzione degli effetti giuridici che seguono alla revoca (Cass. Civ. Sez. II, 3505/58 ) nota3, non potrebbe non discenderne l'applicabilità della disciplina formale propria degli atti tra vivi, anche se, per effetto dell'espressa disciplina prevista dall'art. 680 cod. civ., non sarebbe possibile fare rinunzia all'assistenza dei testimoni.

Ne seguirebbe la non indispensabilità dell'indicazione dell'ora della sottoscrizione (art. 51 l.n.) nonché degli ulteriori requisiti formali di cui all'art. 603 cod. civ. (la presenza di quattro testimoni nell'ipotesi in cui la revoca sia posta in essere da soggetto sordo (espressione che sostituisce la precedente "sordomuto" per effetto dell'art. 1 della Legge 95/2006) , muto che non sappiano leggere), in quanto norme previste solo per gli atti mortis causa. L'atto dovrebbe essere annotato dal notaio nel repertorio degli atti tra vivi. Prevalendo in dottrina la tesi contraria, in base alla quale la revoca deve essere considerata come atto mortis causa nota4 , si renderà, invece, applicabile la relativa disciplina formale, con particolare riferimento alle menzioni di cui all'art. 51 l.n. nonché agli ulteriori incombenti di cui all'art. 603 cod. civ.. Dell'atto occorrerà fare annotazione nel repertorio degli atti di ultima volontà a cura dell'ufficiale rogante.



Note

nota1

Analogamente Gangi, La successione testamentaria nel vigente diritto italiano, Milano, 1964, p. 340.
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nota2

Sottolinea lo scopo di protezione della autentica volontà del testatore quale ratio del formalismo previsto in tema di revoca testamentaria Giannattasio, Delle successioni. Successioni testamentaria, in Comm.cod.civ., libro II, t. 2, Torino, 1978, p. 346.
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nota3

Opinione sostenuta in dottrina da Giampiccolo, Il contenuto atipico del testamento, Milano, 1954, p. 74, Azzariti, La revocazione delle disposizioni testamentarie, in Tratt. dir. priv., dir. da Rescigno, vol. VI, 1982, p. 268 e Gangi, cit., p. 341.
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nota4

Sono di questa opinione Talamanca, Successioni testamentarie. Della revocazione delle disposizioni testamentarie. Delle sostituzioni. Degli esecutori testamentari, in Comm. cod. civ., a cura di Scialoja-Branca, Bologna-Roma, 1965, p. 10, Cicu, Testamento, Milano, 1951, p. 142; Bianca, Diritto civile, vol. II, Milano, 1985, p. 631 e Capozzi, Successioni e donazioni, t. 2, Milano, 1982, p. 546.
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Bibliografia

  • AZZARITI, La revocazione delle disposizioni testamentarie, Trattato Rescigno, 6, 1982
  • BIANCA, Diritto civile, Milano, III, 1985
  • CAPOZZI, Successioni e donazioni, Milano, II, 1982
  • CICU, Testamento, Milano, 1951
  • GANGI, La successione testamentaria nel vigente diritto italiano, Milano, 1964
  • GIAMPICCOLO, Il contenuto atipico del testamento contributo ad una teoria dell'atto di ultima volontà, Milano, 1954
  • GIANNATTASIO, Delle successioni, successioni testamentarie, Torino, Comm.cod.civ., II, 1978
  • TALAMANCA, Successioni testamentarie. Della revocazione delle disposizioni testamentarie. Delle sostituzioni. Degli esecutori testamentari, Bologna-Roma, Comm. Scialoja-Branca, 1965

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