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Obbligazioni negative




In base al contenuto, alla natura della prestazione (la quale può consistere in un dare, fare o non fare) le obbligazioni si distinguono, a propria volta, in obbligazioni "di dare", "di fare", "di non fare". In quest'ultima eventualità si parla di obbligazioni negative nota1.

Ad esempio Tizio si obbliga nei confronti di Caio a non svolgere una determinata attività commerciale in un ambito territoriale definito (patto di non concorrenza). Sempronio si obbliga nei confronti di Mevio a non impedire il transito pedonale apponendo cancelli o altri manufatti atti a impedire il passaggio su un corridoio.

E' stato osservato che l'obbligazione negativa possiede un contenuto apparentemente non diverso da quello del generico dovere di astensione rispetto al compimento di condotte lesive che incombe ad ogni soggetto nei confronti del titolare di un diritto reale. Tuttavia, come si è avuto modo di osservare in sede di analisi degli aspetti strutturali dei diritti reali, la sequela o inerenza passiva ha come termine di riferimento una serie indeterminata di soggetti, l'obbligazione negativa è invece vincolante unicamente per l'obbligato. Si pensi alla differenza tra una servitù negativa altius non tollendi ed un'obbligazione negativa connotata dallo stesso contenuto. La prima vincola anche i successivi aventi causa subacquirenti rispetto al proprietario del fondo servente, la seconda impegna soltanto costui nota2 .

In sintesi, è possibile enucleare la differenza tra il generico dovere di astensione, caratterizzante il diritto reale e l'obbligo specifico di "non fare", caratterizzante l'obbligazione negativa, proprio nel rilievo che l'adempimento di tale obbligo esaurisce il rapporto e realizza contemporaneamente l'interesse del creditore (art. 1222 cod.civ.) (Cass. Civ. Sez. I, 3724/91 ).

L'osservanza del dovere di astensione, al contrario, non si qualifica come elemento strutturale del diritto reale (connotato da facoltà di godimento che si pongono come essenziali), bensì, nell'ipotesi di violazione, quale momento di eventuale rilevanza patologica.

Note

nota1

Sulla nozione di obbligazione negativa rimane ancora oggi di fondamentale importanza lo studio del Coviello, L'obbligazione negativa, Napoli, 1970, pp. 47 e ss.
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nota2

Così, tra gli altri, Bianca, Diritto civile, vol. IV, Milano, 1998, p. 120 e Giorgianni, L'obbligazione (Dir.civ.), in N.sso Dig.it., vol. XI, 1965, pp. 581 e ss.
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