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Individuazione della categoria dei soggetti rappresentanti (rappresentazione)



L'art.468 cod.civ. , dedicato alla considerazione dei soggetti coinvolti nel fenomeno della rappresentazione, riferisce l'efficacia dell'istituto a favore dei discendenti nella linea retta dei figli (legittimi, legittimati o adottivi nota1), nella linea collaterale dei fratelli e delle sorelle del defunto. Detti soggetti identificano la categoria dei c.d. rappresentanti, che si specifica ulteriormente considerando il tenore dell'art.467 cod.civ. , ai sensi del quale "La rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente...". Quest'ultima disposizione, come emendata per effetto dell'intervento della Corte Costituzionale (Corte Cost., 79/69 ) e della successiva legge di riforma del diritto di famiglia del 1975 che ne ha novellato il I comma, fa dunque riferimento anche alla parentela naturale nota2. In ogni caso (neppure nell'ipotesi di mancanza in concreto di una discendenza del rappresentato) non riveste la qualità di rappresentante il coniuge di colui che non abbia potuto o voluto accettare l'eredità. La questione di legittimità costituzionale relativa alla formulazione della norma qui in esame è stata reputata manifestamente inammissibile dal Giudice delle Leggi (Corte Cost., 15/06 ).

Note

nota1

Ciò limitatamente all'adozione speciale. Per effetto di questa, infatti, l'adottato acquista lo stato di figlio legittimo dell'adottante, instaurando anche rapporti di parentela con gli ascendenti dell'adottante. Occorre inoltre aggiungere alle categorie di cui all'art.468 cod.civ. anche i discendenti legittimati, dal momento che la legge (art.280 cod.civ.) equipara questi a quelli legittimi (Terzi, Rappresentazione, in Successioni e donazioni a cura di Rescigno, vol.I, Padova, 1994, p.164).
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nota2

Deve però trattarsi di figli naturali riconosciuti o giudizialmente dichiarati tali, essendo il riconoscimento lo strumento che attribuisce rilevanza giuridica alla filiazione naturale (Moscati, voce Rappresentazione, in Enc.dir., p.661). Ne segue che i figli naturali non riconoscibili non possono essere rappresentanti (ma neppure rappresentati, avendo l'assegno vitalizio ad essi spettante natura di legato ex lege di carattere personale, il che escluderebbe l'operatività della rappresentazione (Perego, La rappresentazione, in Tratt.dir.priv., diretto da Rescigno, vol.V, t.2, Torino, 1982, p.100).
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Bibliografia

  • MOSCATI, Rappresentazione, Enc. dir., 1987
  • PEREGO, La rappresentazione, Torino, Tratt. Dir. priv., dir. da Rescigno, 1982
  • TERZI, Rappresentazione, Padova, Successioni e donazioni a cura di rescigno, 1994

Prassi collegate

  • Quesito n. 138-2014/C, Fratelli adottivi e rappresentazione
  • Quesito n. 483-2012/C, Rappresentazione e adozione
  • Quesito n. 529-2007/C, Adozione speciale e diritti successori, limiti alla rappresentazione
  • Successione per rappresentazione ed esclusione del coniuge

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