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Individuazione dell'istituito (sostituzione fedecommissaria)



Tra il testatore e l'istituito deve esservi uno specifico vincolo familiare. Più precisamente l'istituito deve, ai sensi dell'art. 692 cod.civ. , essere figlio, discendente (es.: nipote) o coniuge del disponente nota1 . La norma fa menzione genericamente di "figlio": in tale ambito devono intendersi compresi non soltanto i figli legittimi, bensì anche quelli legittimati. Si disputa, invece, se possano rientrarvi i figli naturali riconosciuti o dichiarati nonché quelli non riconoscibili ex art.251 cod.civ. nota2.

Quanto al coniuge è il caso di osservare come non rilevi la separazione personale, che non fa venir meno il vincolo matrimoniale, al contrario di quanto invece è dato di osservare per il divorzio nota3.

L'istituito deve altresì essere interdetto, condizione che viene raggiunta in esito al relativo procedimento giudiziale promosso sulla scorta della situazione di incapacità di intendere o di volere del soggetto. Cosa dire dell'ipotesi in cui l'istituito non si trovi in tale condizione al tempo della apertura della successione, essendo la relativa procedura in itinere ? Secondo un'opinione la disposizione sarebbe inefficace. Poiché il II comma dell'art. 692 cod.civ. si riferisce in modo espresso all'ipotesi del minore d'età che, trovandosi nelle condizioni di abituale infermità mentale, ancora non interdetto al tempo dell'apertura della successione, si presume che sia dichiarato tale nel termine di cui all'art. 416 cod.civ. , se ne è inferito che, in tutti gli altri casi, non sia possibile conferire rilievo ad una situazione di incapacità non ufficialmente conclamata nota4. È tuttavia preferibile accogliere il contrario parere di chi rileva come piuttosto quella disposizione sia l'indice del fatto che la sostituzione possa operare ogniqualvolta faccia seguito la pronunzia di interdizione nota5.

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Note

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I fratelli e le sorelle del testatore non sono più menzionati tra gli istituiti in esito alla novellazione dell'art. 692 cod.civ. intervenuta nel 1975.
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nota2

In senso favorevole Marinaro, La nuova sostituzione fedecommissaria, Napoli, 1979, pp.44 e ss. Contra Tamburrino, Lineamenti del nuovo diritto di famiglia italiano, Torino, 1978, p.423. Occorre tuttavia precisare che per quanto attiene ai figli naturali riconosciuti il nostro ordinamento ormai afferma la loro parità di diritti rispetto ai legittimi (così Terzi, Sostituzione semplice e sostituzione fedecommissaria, in Successioni e donazioni a cura di Rescigno, vol.I, Padova, 1994, p.1164). Più complessa la situazione dei figli naturali non riconosciuti o non riconoscibili, per i quali manca il presupposto per l'operatività della norma, cioè lo status di figlio. Per questo motivo parte della dottrina tende ad escludere la possibilità che possano assumere la qualità di istituiti nella sostituzione fedecommissaria (Talamanca, Successioni testamentarie. Della revocazione delle disposizioni testamentarie. Delle sostituzioni. Degli esecutori testamentari (Arttt. 679-712), in Comm.cod.civ., diretto da Scialoja-Branca, Bologna-Roma, 1965, p.338). Altri invece ritengono che avendo il legislatore previsto una loro successione ex lege, dando perciò rilevanza al vincolo naturale che li unisce ai genitori, sembrerebbe più corretto ritenere che questo vincolo rilevi anche ai fini della sostituzione fedecommissaria (Tamburrino, op.cit., p.423).
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nota3

Marinaro, op.cit., p. 41.
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nota4

Benedetti, in Comm. alla riforma del diritto di famiglia, vol.I, Padova, 1977, p. 897.
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nota5

Talamanca, op.cit., p.343.
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Bibliografia

  • BENEDETTI, Padova, Comm. alla riforma del diritto di famiglia, I, 1977
  • MARINARO, La nuova sostituzione fedecommissaria, Napoli, 1979
  • TAMBURRINO, Lineamenti del nuovo diritto di famiglia italiano, Torino, 1978
  • TERZI, Sostituzione semplice e sostituzione fedecommissaria, Padova, Succ. e Donaz., I, 1994

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