Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al terzo



L'art. 1256 cod.civ. assume in considerazione l'impossibilità della prestazione che non è riconducibile alla responsabilità del debitore in quanto ordinariamente dipenda dal caso fortuito, da forza maggiore, da altri eventi di natura oggettiva non riconducibili alla condotta dei soggetti implicati nel rapporto obbligatorio.

Che cosa dire dell'eventualità in cui l'impossibilità sia invece imputabile a persona diversa dalle parti, vale a dire ad un terzo?

Certamente il debitore viene liberato, salva l'azione spettante sia a costui sia al creditore allo scopo di far valere nei confronti del terzo la sua responsabilità in relazione al danno arrecato a ciascuno dei soggetti del rapporto obbligatorio. E' chiaro infatti che non è soltanto il creditore ad essere pregiudicato. Per lo più la prestazione di uno dei soggetti del rapporto rinviene la propria giustificazione in una controprestazione. Una volta sciolto il vincolo obbligatorio più non sarà dovuta neppure quest'ultima.

Nell'ipotesi in cui il danno dovesse ricadere sul creditore, il quale più non possa conseguire la cosa determinata oggetto dell'obbligazione, egli subentra nei diritti spettanti al debitore nota1, potendo esigere da costui quanto abbia conseguito a titolo di risarcimento nei confronti del terzo in dipendenza del fatto che ha causato l'impossibilità, potendo esigere da lui ciò che abbia conseguito a titolo di risarcimento nota2 (art. 1259 cod.civ.). Giova a questo proposito rilevare che, vigendo il principio consensualistico di cui all'art. 1376 cod.civ., il campo di operatività della norma in esame sia piuttosto limitato. Ogniqualvolta l'accordo tra le parti abbia ad oggetto il trasferimento di un diritto, l'ordinario effetto traslativo del consenso impedirà l'insorgenza di un'obbligazione. Dubbio è se possa operare la regola del subingresso anche nel caso in cui l'obbligazione abbia ad oggetto non già una cosa determinata, bensì un facere o un non facere nota3.

In ogni caso non è sufficiente provare la riconducibilità dell'impossibilità al terzo: occorre che il debitore dia conto parallelamente della propria assenza di colpa nell'ambito di una condotta volta comunque a rimuovere l'impedimento causato dal terzo (Cass. Civ. Sez. II, 6354/96 ).

Note

nota1

Il subingresso del creditore non è automatico, ma richiede un atto di acquisizione mediante il quale il creditore manifesta la volontà di avvalersi della surrogazione in suo favore: Betti, Teoria generale delle obbligazioni, vol. III, Milano, 1955, p. 235; Andrioli, Note critiche in tema di subingresso ex art. 1259 c.c., in Riv.trim.dir. e proc.civ., 1953, p. 421 e ss. Contra Santagata, L'automaticità della surrogazione assicuratoria (Appunti per una costruzione unitaria del subingresso nel credito), in Riv.trim.dir. e proc.civ., 1961, p. 1237, il quale sostiene l'automaticità del subingresso.
top1

nota2

Bianca, Diritto civile, vol. IV, Milano, 1998, p. 540, parla di "commodum repraesentationis" e individua tale regola nel principio dell'arricchimento.
top2

nota3

Si ritiene che la regola sia valida in tutti i casi in cui siano ravvisabili elementi rappresentativi della prestazione divenuta impossibile: Perlingieri, Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'adempimento, in Comm.cod.civ., a cura di Scialoja-Branca, Bologna-Roma, 1975, p. 523. In particolare essa è stata ritenuta applicabile anche nel caso in cui l'oggetto della prestazione appartenga ad un genus limitatum : Galgano, Diritto civile e commerciale, vol. II, Padova, 1990, p. 87. In senso negativo Busnelli, La lesione del credito da parte di terzi, Milano, 1964, p. 191, esclude l'estensione alle obbligazioni di fare e di non fare.
top3

Bibliografia

  • ANDRIOLI, Note critiche in tema di subingresso ex art. 1259 c.c., Riv.trim.dir. e proc.civ., 1953
  • BUSNELLI, La lesione del credito da parte di terzi, Milano, 1964
  • GALGANO, Diritto civile e commerciale, Padova, 1990
  • PERLINGIERI, Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall’adempimento (Artt. 1230-1259), Bologna-Roma, Comm.cod.civ. a cura di Scialoja-Branca, 1975
  • SANTAGATA, L'automaticità della surrogazione assicuratoria (Appunti per una costruzione unitaria del subingresso nel credito), Riv.trim.dir. e proc.civ., 1961

Vedi anche

Chiedi consulenza ai nostri esperti su:

Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al terzo
richiedi un preventivo gratuito

Trovi ulteriori informazioni sulle Consulenze di Wikijus qui

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al terzo"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto