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Il fondo patrimoniale



L'istituto del fondo patrimoniale nota1 è previsto dall'art. 167 cod.civ.. Esso può essere costituito da uno o da entrambi i coniugi con atto pubblico, ovvero da un terzo, anche per testamento.

In che cosa consiste la costituzione del fondo? Nella destinazione di determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito, a far fronte ai bisogni della famiglia. Si tratta di un vincolo di indisponibilità relativamente ai cespiti specificamente identificati, in relazione ai quali viene impresso una peculiare destinazione: la finalizzazione al soddisfacimento delle esigenze familiari (cfr. Cass.Civ. Sez.I, 18065/04 che stigmatizza l'assenza di efficacia traslativa del relativo atto costitutivo).

In questo modo i terzi (rispetto ai nubendi o a coloro che sono già tra loro coniugati: solitamente i genitori o altri parenti degli sposi) possono effettuare a beneficio della famiglia attribuzioni patrimoniali.

In esito alla costituzione del fondo si verifica una divaricazione tra titolarità dei beni , spettanza dei frutti che i medesimi sono idonei a produrre, regime di amministrazione e poteri di disposizione dei cespiti investiti dal vincolo.

Salvi gli approfondimenti che verranno condotti su ciascuno dei riferiti aspetti, è possibile riferire che, a mente dell'art. 168 cod.civ., la proprietà dei beni costituenti il fondo patrimoniale spetta ad entrambi i coniugi, salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di costituzione mentre, ai sensi del II comma, i frutti dei beni costituenti il fondo patrimoniale sono impiegati per i bisogni della famiglia e, ex III comma, l'amministrazione è regolata dalle norme relative all'amministrazione della comunione legale.

La già citata indisponibilità dei beni del fondo si sostanzia da un lato nella inalienabilità di essi se non con il consenso di ambedue i coniugi (cfr. l'art. 169 cod.civ. che contiene una regola derogabile: Tribunale di Milano, 26 giugno 2013), dall'altro nella impossibilità di sottoporli ad esecuzione per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 cod.civ.). Nella fase esecutiva l'onere di dar conto della sussistenza dei presupposti di cui alla norma citata sarebbe posto a carico dei coniugi che se ne volessero avvalere (Cass. Civ., Sez. III, 2970/13; Cass. Civ., Sez. III, 4011/13 Cass. Civ., Sez. II, 5385/13). Così l'esattore può legittimamente iscrivere ipoteca sui beni appartenenti al coniuge e vincolati con il fondo anche semplicemente quando ignori che la passività era stata contratta per finalità estranee alle esigenze della famiglia (Cass. Civ., Sez. III, 1652/2016).
Sicuramente i beni di cui al fondo possono essere aggrediti dal condominio per le spese condominiali relative ad appartamento sottoposto al vincolo del fondo stesso (Cass. Civ., Sez. III, 23163/2014). Similmente è stato deciso in riferimento alla pratica di recupero del credito professionale, riconosciuta non estranea ai bisogni familiari (Tribunale di Taranto, 5 dicembre 2014). Funzionale al soddisfacimento dei bisogni della famiglia è anche il credito nascente dall'occupazione di un'abitazione di cui l'usufruttuario reclami la disponibilità (Cass. Civ., Sez. III, 18248/2014). Da ultimo si sta facendo strada un'idea piuttosto ampia dei bisogni della famiglia, ciò che comporta un allargamento delle possibilità di assoggettare i beni ad azione esecutiva (Tribunale di Palermo, 20 maggio 2015). In questa direzione anche i debiti tributari dell'impresa individuale facente capo ad uno dei coniugi si ritiene siano riconducibili al soddisfacimento dei bisogni familiari (Cass. Civ., Sez. VI-T, 23328/2015, cfr. tuttavia, in senso contrario, Cass. Civ., Sez. V, 3600/2016), di modo che parrebbe legittimo domandarsi quando mai, in un modo o in un altro la passività non sia collegabile a tali esigenze. Addirittura la firma per avallo apposta dal Presidente del CdA di una società per azioni è stata reputata atta a consentire l'esecuzione sui beni del fondo, a meno che costui non abbia a dimostrare di trarre sostentamento da fonti diverse dalla società garantita (Tribunale di Pordenone, 15 febbraio 2016). In ogni caso è necessaria una valutazione in questo senso: pur dovendosi sottolineare come l'onere di dar conto dell'estraneità del debito al sostentamento del menage familiare incomba sul debitore, costui deve essere messo in grado di provare tale circostanza (Cass. Civ., Sez. V, 9188/2016).

Che cosa dire dei beni che, pur conferiti nel fondo, fossero stati ipotecati allo scopo di consentire un finanziamento in favore di una società partecipata dai coniugi? In tal caso è stato deciso nel senso che l'attività d'impresa deve reputarsi intesa a sovvenire alle esigenze familiari (Cass. Civ., Sez. II, 15886/2014).
Analogamente i beni del fondo sono sottratti a quelli compresi nel fallimento (cfr. n.3 art.46 l.f., come novellata dall'art. 43 del D. Lgs. 5/06 esito interpretativamente esteso anche sotto il previgente testo della legge fallimentare da Cass. Civ. Sez. I, 1112/10).
Inversamente, i beni sui quali è imposto il vincolo di indisponibilità (per la cui opponibilità occorre l'annotazione a margine del registro degli atti di matrimonio: cfr. Cass. Civ. Sez. Unite, 21658/09; Cass. Civ., Sez. III, 933/12; Cass. Civ., Sez. III, 20995/12; Cass. Civ., Sez. III, 5889/2016) che è proprio del fondo dovranno rispondere delle obbligazioni la cui fonte è da porre in relazione al soddisfacimento delle esigenze familiari, indipendentemente dalla natura intrinseca del credito (Cass. Civ. Sez. I, 8991/03; Cass. Civ., Sez. I, 13622/10).

Appare chiaro in ogni caso che la costituzione di fondo patrimoniale (la quale ha come effetto quello di sottrarre i beni di uno o di entrambi i coniugi alle azioni dei creditori) è, quale atto da considerarsi a titolo gratuito (per la cui impugnativa risulta cioè sufficiente la semplice consapevolezza (c.d. scientia damni) del debitore (non richiesta in capo al coniuge non debitore: cfr. Cass. Civ., Sez. I, 11862/2015) di pregiudicare un diritto altrui: Cass.Civ. Sez.III, 966/07, Cass. Civ., Sez. VI, 22878/12, Cass. Civ., Sez. III, 13343/2015; Cass. Civ., Sez. VI-II, 16498/2014 in riferimento all' animus nocendi in capo al debitore), assoggettabile sia a revocatoria fallimentare (Cass. Civ., Sez. I, 9128/2016; Cass. Civ., Sez. VI-III, 12940/2015; Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 26223/2014), sia ad azione revocatoria ordinaria (art.2901 cod.civ.) quand'anche il credito non fosse ancora certo od esigibile (cfr. Tribunale di Vicenza, 29 maggio 2013; Tribunale di Caltanissetta, 3 luglio 2014) oppure anche quando il debito facesse capo ad un terzo, ma il soggetto costituente il fondo rivestisse la qualità di garante (si pensi alla passività sociale garantita da fidejussione personale del socio amministratore: Cass. Civ., Sez. II, 21938/2014). Nè rileva il fatto che la costituzione del fondo sia successiva (anche se di pochi giorni) rispetto ad un accordo di rinegoziazione del debito, che come tale non possiede effetti novativi (Cass. Civ., Sez.III, 2530/2015).
Il relativo giudizio deve vedere coinvolti entrambi i coniugi, sussistendo litisconsorzio necessario: cfr. Cass. Civ., Sez.III, 21494/11. Ciò anche quando il vincolo di cui al fondo fosse stato costituito da uno solo dei coniugi (Cass. Civ., Sez. I, 1242/12;Cass. Civ., Sez. I, 27117/2013).
L'utilizzo dello strumento in esame può anche integrare gli estremi del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all'art. 11 D.Lgs. 74/00 (cfr. Cass. Pen., Sez. III, 40561/12), ciò che ha condotto a ritenere praticabile la cautela del sequestro preventivo in sede penale (Cass. Pen., Sez.III, 38925/09). Secondo un orientamento, addirittura sarebbe irrilevante, ai fini della sussistenza dell'ipotesi delittuosa, l'intervenuto avvio della procedura di riscossione da parte dell'Erario (Cass. Pen. Sez. III, 21013/12). L'utilizzo fraudolento dello strumento in esame, anche in combinazione ad altri congegni negoziali è stato addirittura reputato causa di nullità per contrarietà a norma imperativa (Cass. Civ., Sez. II, 1716/2016)

In presenza di figli minori d'età l'alienazione dei beni appartenenti al fondo è assoggettata a preventiva autorizzazione giudiziale (art. 169 cod.civ.). Ciò a meno che in sede di costituzione del fondo i coniugi non vi abbiano consentito.
I dubbi che si agitano tra gli interpreti circa la possibilità (invero piuttosto chiara, secondo un'interpretazione letterale della norma) che il venir meno di un'autorizzazione tutoria altrimenti imprescindibile possa dipendere dalla volontà negoziale delle parti non è stato fugato dalla giurisprudenza. A fronte della maggioritaria opinione portata dalle pronunzie favorevoli a tale soluzione (cfr., tra le altre, Tribunale di Brescia, 09 giugno 2006; Tribunale di Milano, 17 gennaio 2006), si danno anche voci contrarie, ancorchè isolate (cfr. Tribunale di Terni, 12 aprile 2005).

Il fondo cessa in esito allo scioglimento del medesimo, nelle ipotesi e secondo le regole di cui all' art. 171 cod.civ.. La previsione non è certo tassativa: nel senso che sia possibile lo scioglimento per unanime consenso dei coniugi, cfr. Cass. Civ., Sez. I, 17811/2014, la quale ha statuito lindispensabilità, in tale ipotesi della nomina di un curatore speciale che si munisca di preventiva autorizzazione da parte del Giudice tutelare quando vi siano figli minori o, addirittura, anche soltanto concepiti.
Dubbia è la portata, in relazione alla norma di cui sopra, dell'eventuale alienazione dell'unico bene costituente il fondo patrimoniale (cfr. Tribunale di Bologna, Sez.II, 347/05). Secondo un'opinione (cfr. Tribunale di Milano, 6 marzo 2013) non servirebbe alcuna autorizzazione giudiziale per sciogliere il fondo per mutuo consenso. Detta conclusione dovrebbe riguardare anche l'ipotesi di estromissione volontaria di uno o più cespiti dal fondo che dovesse comunque permanere.

Talvolta possono sorgere dubbi, in riferimento a peculiari situazioni: cosa dire del caso in cui, sopravvenuto il divorzio, uno dei coniugi (sia pure con il consenso dell'altro) intenda sciogliere parzialmente il fondo (nella specie assegnando alcuni immobili ad un trust i cui beneficiari siano pur sempre i figli)? Il nodo è costituito dalla individuazione del Giudice competente a ricevere la relativa domanda di scioglimento, nella fattispecie individuato nel Tribunale dei minori (Cass. Civ., Sez. VI-I, 17621/13).

Note

nota1

Cfr. Carresi, voce Fondo patrimoniale, in Enc. giur. Treccani, pp. 1 e ss.; Auletta, Il fondo patrimoniale, Milano, 1992; De Paola, Il diritto patrimoniale della famiglia nel sistema del diritto privato: nozioni introduttive, convenzioni matrimoniali, comunione legale dei beni, comunione convenzionale, in Il diritto patrimoniale della famiglia coniugale, t.3, Milano, 1995; Gabrielli, voce Patrimonio familiare e fondo patrimoniale, in Enc.dir., pp. 293 e ss..
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Bibliografia

  • AULETTA, Il fondo patrimoniale, Milano, 1992
  • CARRESI, voce Fondo patrimoniale, Enc.Giur.Treccani
  • DE PAOLA , Il diritto patrimoniale della famiglia nel sistema del diritto privato: nozioni introduttive, convenzioni matrimoniali, comunione legale dei beni, comunione convenzionale, Milano, Il regime patrimoniale delle famiglie, t.3 , 1995
  • GABRIELLI, voce Patrimonio familiare e fondo patrimoniale, Enc.dir.

Guida operativa pratica


Prassi collegate

  • Quesito n. 1218-2014/C, Divisione e beni conferiti in fondo patrimoniale
  • Quesito n. 32-2015/A, Francia – regime patrimoniale: fondo patrimoniale su immobile sito in Francia
  • Quesito n. 192-2012/I, Conferimento in trust di beni del fondo patrimoniale da parte di coniugi falliti
  • Quesito n. 388-2012/C, Conferibilità in fondo patrimoniale di buoni fruttiferi postali
  • Quesito n. 64-2012/I, Fondo patrimoniale e strumenti finanziari
  • Quesito n. 530-2010/C, Atto costitutivo di un fondo patrimoniale avente ad oggetto un terreno
  • Quesito n. 730-2008/C, Conferimento in fondo patrimoniale di titoli azionari
  • Quesito n. 539-2008/C, Fondo patrimoniale e modificabilità delle clausole sulla disponibilità dei beni
  • Quesito n. 119-2008/C, Atto di costituzione di fondo patrimoniale: il terzo costituente può essere il figlio
  • Costituzione di partecipazione di s.r.l. in fondo patrimoniale
  • Bisogni della famiglia, debiti d’impresa condotta da uno solo dei coniugi ed esecutività sui beni conferiti nel fondo patrimoniale
  • Quesito n. 5953/C, Scioglimento convenzionale del fondo patrimoniale
  • Quesito n. 348-2006/C, Sull’amministrazione del fondo patrimoniale
  • Quesito n. 5964/C, Fondo patrimoniale, divisione e autorizzazione del giudice
  • Studio n. 5848/C, Gli incrementi del fondo patrimoniale e l'autonomia convenzionale dei coniugi

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