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Forma della revoca della rinunzia all'eredità



L'art. 525 cod.civ. non prevede una vera e propria revoca della rinunzia all'eredità. Esso configura piuttosto la possibilità dell'intervento di una accettazione pur successiva ad una rinunzia, precisando i casi in cui essa non può intervenire.

Questa accettazione può intervenire sia in forma espressa che in forma tacita nota1.

Secondo l'opinione prevalente essa deve comunque concretarsi in un atto posto in essere dal chiamato, con l'esclusione delle ipotesi di fatti giuridici cui segue ex lege l'attribuzione della qualità di erede nota2.

Si pensi al caso del chiamato alla eredità che è nel possesso dei beni (ultimo comma art. 485 cod.civ.), al delato che sottrae beni ereditari (art.527 cod.civ. ).

Dal punto di vista logico le norme citate hanno come termine di riferimento un chiamato che non ha ancora deciso se accettare o meno l'eredità, non un chiamato che abbia già rinunziato nota3 . L'appropriazione di beni ereditari da parte del rinunziante verrebbe a configurare una condotta sicuramente illecita.

Note

nota1

Facendo riferimento ad un atto di accettazione, senza distinguere l'ipotesi in cui essa avvenga espressamente da quella in cui operi tacitamente, in dottrina è pacificamente ammessa la revoca tacita della rinuncia: così Azzariti-Martinez, Successioni per causa di morte e donazioni, Padova, 1979, p.132.
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nota2

Grosso-Burdese, Le successioni. Parte generale, in Tratt. dir.civ., diretto da Vassalli, vol.XII, Torino, 1977, p.355.
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nota3

Queste fattispecie di acquisto ex lege, infatti, si riferiscono ad un delato che non abbia ancora deliberato se accettare o meno l'eredità. Esse non possono perciò trovare applicazione al caso di delato che abbia già rinunziato. Sarebbe altresì assurdo pretendere da un soggetto già rinunziante l'effettuazione degli adempimenti previsti sol perché si trova nel possesso dei beni ereditari (Ferri, Successioni in generale, in Comm.cod.civ., a cura di Scialoja-Branca, Bologna-Roma, 1980, p.122; Prestipino, Delle successioni in generale, in Comm.teorico-pratico al cod.civ., diretto da De Martino, Novara-Roma, 1981, p.468).
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Bibliografia

  • F.S. AZZARITI - MARTINEZ - G.AZZARITI, Successioni per causa di morte e donazioni, Padova, 1979
  • GROSSO-BURDESE, Le successioni. Parte generale, Torino, Tratt.dir.civ. it. diretto da Vassalli, XII - t.1, 1977
  • PRESTIPINO, Delle successioni in generale, Novara-Roma, Comm.cod.civ., dir. da De Martino, 1981

Vedi anche

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