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Forma dell'atto costitutivo di impresa sociale



Ai sensi dell'art.5 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.155 l'organizzazione che esercita un'impresa sociale deve essere costituita con atto pubblico. Al di là dell'infelice formulazione della norma, essa indubbiamente introduce la stipulazione per atto pubblico quale necessario formalismo ad substantiam actus.

Oltre a ciò la disposizione esplicita un rinvio per relationem alla specificità del substrato soggettivo. Dal momento che possono assumere la qualità di "impresa sociale" società a base personale e società di capitali, associazioni riconosciute e non riconosciute, comitati e società cooperative, occorrerà che l'atto costitutivo espliciti i requisiti peculiari di ciascun tipo di ente.

In aggiunta a tali requisiti, l'art.5 prescrive che gli atti costitutivi debbano esplicitare il carattere sociale dell'impresa in conformità alle norme del presente decreto ed in particolare indicare i seguenti elementi:
a) l'oggetto sociale, con particolare riferimento alle disposizioni di cui all'art. 2 ;
b) l'assenza di scopo di lucro di cui all'art. 3 .

Davvero imbarazzante la scarsa tecnicità del legislatore. Da un lato infatti tra le varie specie di entità che possono rivestire la qualità di impresa sociale alcune indispensabilmente sono già qualificate dall'assenza di scopo lucrativo, dall'altro non si vede come possa fare difetto la previsione dell'oggetto sociale in qualsivoglia tipologia di società o ente. Si aggiunga infine di come lo stesso requisito formale dell'atto pubblico sia difficilmente conciliabile con il modo di disporre dell'art.1 D.Lgs. 24 marzo 2006, n.155, la cui ultima parte si riferisce al regolamento, da adottarsi con forma di scrittura privata autenticata, per quegli enti di carattere ecclesiastico o confessionale con i quali lo Stato abbia stipulato accordi specifici ed ai quali si intendano applicare le speciali norme dettate per l'impresa sociale.

Il II comma dell'art.5 qui in esame prosegue scandendo aspetti procedimentali connessi alla fase della costituzione. A tal fine "gli atti costitutivi, le loro modificazioni e gli altri fatti relativi all'impresa devono essere depositati entro trenta giorni a cura del notaio o degli amministratori presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede legale, per l'iscrizione in apposita sezione". Dunque è stata prevista l'istituzione presso il Registro delle Imprese di un'ulteriore sezione speciale (cfr., per le società semplici che esercitano attività agricola, l'art.2 D. Lgs. 18 maggio 2001, n. 228). Al riguardo è stata emanata una specifica normativa che assume in specifico esame la documentazione da depositare ai fini dell'iscrizione ed i controlli da esercitarsi da parte dell'Ufficio (D.M. 24 gennaio 2008 ).

Gli enti che fossero stati già costituiti in forma autonoma e che intendessero semplicemente accedere al regime dell'impresa sociale sono semplicemente tenuti al deposito del solo regolamento e delle sue modificazioni. Come abbiamo già rilevato tale regolamento ben potrebbe rivestire la forma della semplice scrittura privata autenticata.

Circa il contenuto dell'atto costitutivo dell'ente che sostanzia un'impresa sociale, vengono in considerazione gli artt.7 , 8 e 12 D.Lgs. 24 marzo 2006, n.155.

1) Nella denominazione è obbligatorio, con la sola eccezione degli enti ecclesiastici e confessionali, l'uso della locuzione: "impresa sociale".
E' fatto espresso divieto di utilizzare la locuzione: "impresa sociale" ovvero altre parole o locuzioni idonee a trarre in inganno per designare soggetti diversi dalle organizzazioni che esercitano un'impresa sociale.
2) Negli enti associativi, la nomina della maggioranza dei componenti delle cariche sociali (i cui requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza sono precisati nell'atto costitutivo) non può essere riservata a soggetti esterni alla organizzazione che esercita l'impresa sociale, salvo quanto specificamente previsto per ogni tipo di ente dalle norme legali e statutarie e compatibilmente con la sua natura.
3) E' obbligatoria la previsione nei regolamenti aziendali o negli atti costitutivi di forme di coinvolgimento dei lavoratori e dei destinatari delle attività. Per coinvolgimento deve intendersi qualsiasi meccanismo, ivi comprese l'informazione, la consultazione o la partecipazione, mediante il quale lavoratori e destinatari delle attività possono esercitare un'influenza sulle decisioni che devono essere adottate nell'ambito dell'impresa, almeno in relazione alle questioni che incidano direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei beni e dei servizi prodotti o scambiati.

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