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Figli naturali non riconoscibili



La situazione successoria dei figli naturali non riconoscibili in quanto incestuosi (art. 251 cod.civ. ) è assolutamente peculiare. L'art.580 cod.civ. prevede infatti a favore degli stessi un trattamento la cui natura giuridica esamineremo partitamente. In questa sede è possibile osservare come la norma da ultimo citata abbia subito profonde modifiche a seguito della riforma del diritto di famiglia portata dalla Legge 151/75. Come è stato efficacemente fatto notare in dottrina, per un verso essa risulta adesso di portata più ampia, per altro ristretta e limitata negli effetti nota1 . Secondo la stesura originaria il figlio non riconoscibile, la cui filiazione risultasse tuttavia da sentenza civile o penale, ovvero dipendente da un matrimonio dichiarato nullo o risultante da non equivoca dichiarazione scritta del genitore, aveva diritto ad un assegno vitalizio il cui ammontare era determinato in proporzione delle sostanze ereditarie e del numero e qualità degli eredi in misura mai superiore alla rendita della quota cui egli avrebbe avuto diritto se fosse stato riconosciuto o dichiarato. A seguito della riforma del 1975 il diritto all'assegno non è più subordinato alla condizione che la filiazione risulti legalmente, per tabulas. Per tale verso, è indubbio che l'attuale formulazione dell'art. 580 cod.civ. possieda una portata più ampia. D'altro canto non può non rilevarsi come il campo di applicazione di detta norma si sia fortemente ristretto rispetto all'originaria formulazione. Anzitutto la categoria dei figli cui spetta l'assegno comprende ora soltanto i figli incestuosi quando vi sia malafede da parte di entrambi i coniugi. Inoltre è sempre possibile esperire contro il genitore di buona fede (ovvero contro i suoi eredi) che non ha riconosciuto il figlio l'azione di reclamo della paternità (o maternità) naturale. Infine occorre notare come, intervenuta l'abrogazione dell'art. 271 cod.civ. che assoggettava l'azione per la dichiarazione di paternità naturale ad un termine di prescrizione di due anni dal compimento della maggiore età del figlio, ora l'impugnativa è diventata imprescrittibile per espressa disposizione legislativa (art. 270 cod.civ. ).

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Note

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Mengoni, Successione legittima , in Tratt.dir.civ.comm., diretto da Cicu-Messineo, Milano, 2000, p. 115.
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Bibliografia

  • MENGONI, Successione legittima, Milano, Tratt.dir.civ. e comm.diretto da Cicu-Messineo, 2000

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