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Effetti della morte del socio sul rapporto sociale



Discussi sono gli effetti che la morte del socio è in grado di produrre sul rapporto che lo lega alla società (di persone). Secondo alcuni nota1 infatti il venir meno del socio determinerebbe l'immediata ed automatica estinzione del vincolo particolare e la parallela insorgenza in capo agli eredi del conseguente diritto di credito concernente la liquidazione della quota. E' questa l'opinione che pare dominante anche in giurisprudenza (Cass. Civ. Sez. I, 2987/78 ; Cass. Civ. Sez. I, 1850/70 ; cfr. anche Cass. Civ. Sez. I, 6263/05 , la quale esclude che la mancata liquidazione della quota possa condurre al subingresso degli eredi nella compagine sociale ).

Tale tesi è stata contestata. Si faccia il caso che abbia luogo la continuazione della società con gli eredi del socio defunto. Nell'ipotesi sembrerebbe determinarsi un duplice passaggio. In un primo tempo infatti il rapporto sociale si convertirebbe in un diritto di credito, successivamente avrebbe ulteriormente luogo una riconversione di esso in diritto afferente la partecipazione sociale. Per questo motivo altri ritengono che la morte del socio comporterebbe non già l'immediato scioglimento, bensì uno stato di quiescenza del rapporto, in attesa che i soci superstiti si pronuncino su di esso con il consenso degli eredi del defunto nota2.

Si potrebbe peraltro sostenere che il diritto degli eredi del socio defunto alla liquidazione sorga sin dal momento del verificarsi della morte, pur rimanendo sospensivamente condizionato al mancato esercizio, da parte dei soci superstiti, del diritto potestativo di sciogliere la società (Tribunale di Milano, 04/07/1996 ) e, si potrebbe aggiungere, alla mancanza di un accordo con gli eredi inteso a far acquisire a costoro la qualità di soci nota3.

I soci superstiti potrebbero infatti decidere per lo scioglimento dell'intera società. La relativa decisione, in assenza di un espressa disposizione nel contratto sociale, dovrà essere adottata unanimemente.

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Note

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Ferrara Jr.-Corsi, Gli imprenditori e le società, Milano, 1980, p. 268.
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nota2

Venditti, L'erede del socio a responsabilità illimitata e la continuazione della società in Riv. dir. comm. e dir. gen. delle obbligazioni, vol. I, 1953, p. 220.
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nota3

Parte della dottrina sostiene infatti che, per effetto della morte del socio, si avrebbe un automatico scioglimento del vincolo sociale, con la conseguente nascita del diritto di credito a favore degli eredi. L'efficacia di siffatta situazione soggettiva attiva sarebbe sottoposta alla condizione risolutiva potestativa il cui evento consisterebbe nel fatto che i soci superstiti non decidano di sciogliere la società o di continuarla con gli eredi: Ghidini, Società personali, Padova, 1972, p. 480.
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Bibliografia

  • FERRARA JR.-CORSI, Gli imprenditori e le società, Milano, 1980
  • GHIDINI, Società personali, Padova, 1972
  • VENDITTI, L'erede del socio a responsabilità illimitata e la continuazione della società , Riv.dir.comm. e dir.gen. delle obbligazioni, I, 1953

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