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Differenza tra istituzione d’erede e legato


A volte la distinzione tra istituzione d’erede e legato non è così chiara. Esiste infatti la possibilità che il testatore faccia testualmente riferimento a rapporti specifici, ma che intenda in realtà destinare quote astratte del suo patrimonio. E’ un problema di interpretazione che può presentarsi in relazione a testamenti olografi (non dovrebbe essere mai presente nel caso di testamento pubblico, considerato l’intervento “tecnico” del notaio).
Per esempio, il testatore, proprietario di due appartamenti di identico valore, scrive solo che “lascia” un appartamento al primo figlio e un appartamento al secondo figlio. Nel suo patrimonio esiste certamente qualche altro rapporto (chiunque è proprietario di beni mobili, come libri, orologi, denaro liquido, quadri, arredi, ecc.), ma il testamento non vi fa riferimento alcuno.
Eppure, sulla base dell’analisi del caso concreto, quel testamento può essere interpretato come se contenesse l’istituzione dei due figli quali eredi in quote uguali. Si parla di “istituzione ex re certa”, per dire che il riferimento alla singola res serve al testatore per rappresentare in realtà una quota di patrimonio, con la conseguenza che anche questa disposizione avrà la forza espansiva tipica dell’istituzione di erede e determinerà responsabilità per i debiti ereditari.
Sarebbe buona regola, anche nei testamenti olografi, evitare disposizioni equivoche, considerate le conseguenze anche clamorose che possono prodursi sul piano degli effetti a seconda di come tali disposizioni saranno interpretate. Pensate al caso del soggetto che ritenendosi legatario acquisterà il diritto destinatogli testualmente per testamento, salvo scoprire successivamente di essere in realtà divenuto erede, e di dover rispondere di debiti di valore molto superiore al valore del diritto acquistato! Potrebbero essere proprio i creditori del testatore a chiedere la pronuncia del giudice circa la presenza nel testamento di una istituzione ex re certa e non di un legato.

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