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Decreto Presidente Repubblica del 2000 numero 396 art. 49


ANNOTAZIONI

1. Negli atti di nascita si annotano:
a) i provvedimenti di adozione e di revoca;
b) i provvedimenti di revoca o di estinzione dell'affiliazione;
c) le comunicazioni di apertura e di chiusura della tutela, eccettuati i casi di interdizione legale;
d) i decreti di nomina e di revoca del tutore o del curatore provvisorio in pendenza del giudizio di interdizione o di inabilitazione;
e) le sentenze di interdizione o di inabilitazione e quelle di revoca;
f) gli atti di matrimonio e le sentenze dalle quali risulta l'esistenza del matrimonio;
g) le sentenze che pronunciano la nullità, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
g-bis) gli accordi raggiunti a seguito di convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati ovvero autorizzati, conclusi tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di scioglimento del matrimonio;
(Lettera aggiunta dalla lett. a) del comma 5 dell’art. 6, D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla L. 10 novembre 2014, n. 162)
g-ter) gli accordi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile;
(Lettera aggiunta dalla lett. a) del comma 5 dell’art. 12, D.L. 12 settembre 2014, n. 132; per l’applicabilità di tale disposizione vedi il comma 7 dell’art. 12 del medesimo D.L. n. 132/2014)
h) i provvedimenti della corte di appello previsti nell'articolo 17 della legge 27 maggio 1929, n. 847, e le sentenze con le quali si pronuncia l'annullamento della trascrizione di un matrimonio celebrato dinanzi ad un ministro di culto;
i) gli atti e i provvedimenti riguardanti l'acquisto, la perdita, la rinuncia o il riacquisto della cittadinanza italiana;
j) le sentenze dichiarative di assenza o di morte presunta e quelle che, a termini dell'articolo 67 del codice civile, dichiarano la esistenza delle persone di cui era stata dichiarata la morte presunta o ne accertano la morte;
k) gli atti di riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio, in qualunque forma effettuati;
(Lettera così modificata dal n. 1) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26)
l) le domande di impugnazione del riconoscimento, quando ne è ordinata l'annotazione, e le relative sentenze di rigetto;
m) le sentenze che pronunciano la nullità o l'annullamento dell'atto di riconoscimento;
n) [le legittimazioni per susseguente matrimonio o per provvedimento del giudice e le sentenze che accolgono le relative impugnazioni];
(Lettera soppressa dal n. 2) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26)
o) le sentenze che dichiarano o disconoscono che il figlio è nato nel matrimonio;
(Lettera così modificata dal n. 3) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26)
p) i provvedimenti che determinano il cambiamento o la modifica del nome cognome relativi alla persona cui l'atto si riferisce; quelli che determinano il cambiamento o la modifica del cognome relativi alla persona da cui l'intestatario dell'atto ha derivato il cognome, salvi i casi in cui il predetto intestatario, se maggiorenne, si sia avvalso della facoltà di poter mantenere il cognome precedentemente posseduto;
q) le sentenze relative al diritto di uso di uno pseudonimo;
r) gli atti di morte;
s) i provvedimenti di rettificazione che riguardano l'atto già iscritto o trascritto nei registri.
2. [All'annotazione della legittimazione per susseguente matrimonio provvede l'ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla celebrazione del matrimonio o all'annotazione dell'atto di riconoscimento, quando questo è successivo al matrimonio, se ha notizia dell'esistenza di figli legittimati per effetto di detto matrimonio e dell'avvenuto riconoscimento].
(Comma abrogato dal n. 4) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26)
3. [All'annotazione della legittimazione per provvedimento del giudice, si provvede a richiesta del procuratore della Repubblica o di chiunque vi abbia interesse].
(Comma abrogato dal n. 4) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26)
4. Le annotazioni di cui al comma 1 possono essere richieste, anche verbalmente, dagli interessati.
(Comma così modificato dal n. 5) della lettera n) del comma 1 dell’art. 1, D.P.R. 30 gennaio 2015, n. 26. Vedi, anche, l’art. 9, D.M. 27 febbraio 2001)

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