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Confermabilità del testamento e riducibilità delle disposizioni lesive della legittima



Poichè le disposizioni soggette ad azione di riduzione sono pienamente valide ed efficaci (ancorchè per l'appunto soggette ad azione di riduzione da parte dei legittimari lesi o preteriti) nessun ruolo può rivestire l'istituto della conferma.
L'art. 590 cod.civ. concerne infatti soltanto le cause di invalidità delle disposizioni testamentarie nota1.

Diversa questione è quella dei legittimari che desiderassero comunque rispettare le volontà del de cuius quand'anche pregiudizievole ai loro diritti: costoro ben potrebbero a tal fine prestare acquiescenza alle stesse e per l'effetto rinunziare all'esercizio dell'azione di riduzione.
Occorre peraltro chiarire che la volontà di confermare non necessariamente implica anche quella di rinunziare all'esercizio dell'azione di riduzione, non potendo essere implicitamente desumibile quest'ultima dalla prima, pur quando la conferma venisse posta in essere da un soggetto legittimario (Cass. Civ. Sez. II, 8611/1995) nota2.

Note

nota1

Giannattasio, Delle successioni. Successioni testamentarie, in Comm.cod.civ., libro II, Torino, 1978, p.45; Pasetti, La sanatoria per conferma del testamento e della donazione, Padova, 1953, p.139; Palazzo, Delle successioni, t.2, in Tratt.dir.priv., a cura di Iudica e Zatti, Milano, 2000, p.943.
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nota2

Come d'altronde l'esecuzione volontaria di per sé non preclude al legittimario l'azione di riduzione: al riguardo occorrerebbe infatti che il medesimo avesse manifestato anche la parallela volontà di rinunziare all'integrazione della legittima: cfr. Caramazza, Delle successioni testamentarie, in Comm. teorico-pratico al cod.civ., diretto da De Martino, Novara-Roma, 1982, p.61.
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Bibliografia

  • CARAMAZZA, Delle successioni testamentarie, artt. 587-712, Roma, Comm. teor-prat. del c.c, dir. da De Martino, 1973
  • GIANNATTASIO, Delle successioni, successioni testamentarie, Torino, Comm.cod.civ., II, 1978
  • PALAZZO, Le successioni, Milano, Tratt.dir.priv. cura Iudica e Zatti , II, 2000

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