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Cass. pen. sez. VI del 1988 (17/03/1988)


Qualora l'imputato sia stato assolto con formula piena e contro tale decisione sia stato proposto gravame dal pubblico ministero, il giudice dell'impugnazione può applicare una sopravvenuta causa di estinzione del reato solo se reputi fondata l'impugnazione, così da escludere che possa restare ferma la pronuncia di merito più favorevole all'imputato, fornendo adeguata motivazione di tale suo convincimento.I documenti, quali prove precostituite, possono essere acquisiti, a norma dell'art. 520 c.p.p., indipendentemente dalla preventiva adozione di un formale e motivato provvedimento di rinnovazione parziale del dibattimento e, quindi, possono essere prodotti senza limitazioni particolari, salvo naturalmente il rispetto del principio del contraddittorio.Per la sussistenza del reato di cui all'art. 340 c.p. è sufficiente un turbamento temporaneo, anche di breve durata, del servizio.Le dichiarazioni della persona offesa rese in giudizio possono essere utilizzate come fonti di prova, al pari di qualsiasi deposizione testimoniale, quando ne sia dimostrata, oltre alla rilevanza e concludenza, anche la credibilità in relazione alle altre risultanze processuali.

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