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Cass. civile, sez. Unite del 2003 numero 10293 (27/06/2003)


Potendo lo straniero, nonostante la sua condizione, assumere la qualità di socio illimitatamente responsabile di una società italiana, egli soggiace (pena, altrimenti, una ingiustificata immunità), a tutte le implicazioni proprie di siffatta qualità tra cui il fallimento in via di estensione di quella della società, dichiarato dal competente tribunale fallimentare italiano. Sotto tale profilo, la giurisdizione italiana, è una mera conseguenza del meccanismo regolato dall'art. 147 l. fall., senza che sia necessario fare riferimento alle norme e ai criteri contenuti nella L. n. 218/1995 sul nuovo diritto internazionale privato.

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