Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina Privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Cass. civile, sez. Lavoro del 1983 numero 6806 (16/11/1983)


L' applicabilità del criterio interpretativo stabilito dall' art. 1367 cod. civ. presuppone che la clausola contrattuale da interpretare sia tale da dar luogo a dubbi e, pertanto, non può essere invocata in relazione a clausole di significato chiaro e tale da non rendere le clausole stesse prive di ogni effetto. (Nella specie, concernente l' interpretazione degli artt. 11 e 27 del C.C.N.L. per i dirigenti industriali del 4 marzo 1975, si è ritenuto che la retroattività di tale contratto, sancita in via generale dall' art. 27, non potesse riguardare anche l' obbligo - previsto dall' art. 11 - di stipulare contratti di assicurazione con massimali ragguagliati alle retribuzioni di fatto, stante la impossibilità di aumentare la copertura assicurativa in relazione ad eventi pregressi, e si è quindi escluso che, in ordine a questi ultimi, l' art. 27 potesse essere interpretato, in correlazione con l' art. 11, nel senso che la società datrice di lavoro fosse tenuta a risarcire il dirigente infortunato della differenza tra il massimale liquidatogli in base alla polizza assicurativa in vigore al tempo dell' infortunio e quello - maggiore - cui egli avrebbe avuto diritto in base al ragguaglio del massimale alla retribuzione di fatto).

Documenti collegati

Percorsi argomentali

Aggiungi un commento


Se vuoi aggiornamenti su "Cass. civile, sez. Lavoro del 1983 numero 6806 (16/11/1983)"

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto