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Cass. civile, sez. III del 2004 numero 10821 (08/06/2004)


L' applicabilità dell' art. 1226 del Cc, per il quale se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare è valutato dal giudice in via equitativa, presuppone la prova in concreto dell' esistenza del danno, giacchè la norma non esonera la parte dal fornire elementi probatori, circa la sussistenza del danno. (Nella specie in cui l'attore, proprietario di un'imbarcazione da diporto, non aveva potuto disporre, per fatto del convenuto, di questa per due stagioni, il giudice aveva rigettato la domanda di danni per non aver provato l'attore di avere fatto ricorso all'uso di altra imbarcazione. In applicazione del principio sopra esposto la Suprema corte ha confermato una tale statuizione).

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