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Cass. civile, sez. III del 1987 numero 9428 (18/12/1987)


Nella cessione di credito, l' obbligazione di garanzia del cedente ex art. 1266 cod. civ. costituisce un' obbligazione accessoria che ha la funzione di assicurare comunque il ristoro del cessionario nei casi in cui l' effetto traslativo della cessione manchi, in tutto od in parte, a causa dell' inesistenza, completa o parziale, del credito o per altro impedimento equipollente (ad esempio, mancanza di legittimazione del cedente o nullità del credito). Ne consegue che nel caso di cessione di un credito pecuniario, l' obbligazione di garanzia, consistendo nel dovere di corrispondere al cessionario, indipendentemente da colpa o dolo, l' ammontare di cui non ha acquistato il credito mediante il contratto di cessione, ha l' identica natura di debito di valuta, produttivo dell' obbligo risarcitorio relativo agli interessi ed, eventualmente, al danno maggiore ex art. 1224 cod. civ. solo "dal giorno della mora", che non si determina "ex se" in dipendenza della situazione d' inesistenza, parziale o totale, del credito, bensì dell' ordine di pagamento rivolto dal creditore ai sensi dell' art. 1183, primo comma, cod. civ. e, pertanto, solo dall' intimazione fatta per iscritto (nella specie, con la notifica della citazione a giudizio).

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