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Cass. civile, sez. II del 1993 numero 5276 (07/05/1993)


Il principio della rilevabilità d' ufficio della nullità del contratto in ogni stato e grado del giudizio (art. 1421 cod. civ.) deve essere coordinato sia con il principio dispositivo dell' azione, desumibile dagli artt. 99 e 112 cod. proc. civ., sia con quello dell' onere della prova e della disponibilità della prova stessa. Pertanto, nel caso in cui la pretesa fatta valere in giudizio sia ancorata all' assunta validità del contratto ma la nullità di questo non risulti dal suo stesso contenuto, bensì derivi da circostanze ad esso estranee, allegate da una parte, il giudice non può assumere iniziative dirette non alla declaratoria di una nullità derivante da elementi già acquisiti, ma a reperire, nell' inerzia della parte, detti elementi. (Nella specie, l' appaltatore convenuto dal committente per il pagamento della penale, sull' assunto della sua inadempienza, aveva eccepito la nullità del contratto per essere l' opera appaltata priva di licenza edilizia, ma non aveva fornito la dimostrazione di tale assunto).

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