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Cass. civile, sez. II del 1985 numero 1069 (09/02/1985)


In tema di usucapione ventennale di beni immobili, le disposizioni del codice civile del 1865 (art.. 2106, in relazione all' art.686), le quali richiedono un "possesso continuo, non interrotto, pacifico, pubblico, non equivoco e con l' animo di tenere la cosa come propria", non trovano sostanziale innovazione nel vigente codice civile, ove l' usucapione medesima postula un potere sulla cosa che si manifesti inequivocamente in attività corrispondente all' esercizio della proprietà, che sia accompagnato dall' animus possidendi, che non sia viziato da violenza o clandestinità, che si protragga con continuità e senza interruzione per l' indicato ventennio (artt. 1140, 1158, 1163, 1167 cod. civ.).

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