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Cass. civile, sez. I del 2000 numero 7045 (29/05/2000)


Il principio di imparzialità-terzietà della giurisdizione, pur essendo di ordine generale e di rango costituzionale, valido in relazione ad ogni tipo di giudizio, non può trovare diretta ed immediata applicazione nell'arbitrato irrituale, atteso che la relativa determinazione è frutto di mera attività negoziale e che l'impugnazione del provvedimento adottato dall'arbitratore può effettuarsi solo attraverso la deduzione di vizi del negozio e della responsabilità dell'arbitro-mandatario; ne consegue che l'assenza di "terzietà" dell'arbitro irrituale designato con mandato collettivo deve necessariamente essere proposta e dedotta attraverso l'azione di cui all'art. 1726 cod.civ. ossia prospettando una giusta causa di revoca, nonchè la conseguente nullità della determinazione che sia stata nondimeno adottata.

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