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Art. 58 n. 4, n. 5 e n. 6 l.n



I casi contemplati dal punto 4 dell'art. 58 l.n., riguardano la competenza territoriale del notaio (art. 27, II comma l.n. (come novellato per effetto del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1 convertito dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27): atto materialmente sottoscritto fuori dei limiti del territorio della Corte d'Appello), assieme ad altri obblighi di forma tutti richiesti dalla legge notarile (violazione degli artt. 47, 48 , 50, 54, 55 , 56, 57 e dei n. 10 e 11 dell'art. 51 l.n.

La particolare gravità delle conseguenze sancite dall'art. 58 l.n. induce a valutare con molta attenzione il contenuto degli articoli della legge notarile richiamati espressamente da questo articolo, in quanto, ad esempio, anche la semplice dimenticanza di una delle menzioni prescritte da uno degli articoli citati può condurre alla dichiarazione di nullità dell'atto.

La natura ed il tipo di negozio formalizzato con l'atto notarile nullo, non sono minimamente presi in considerazione nell'applicazione dell'art. 58 l.n., sul presupposto che la nullità di cui si discute attiene unicamente all'atto notarile e non al negozio.

Analogo discorso vale, ad esempio, se l'atto notarile risulti privo dell'attestazione della data e del Comune in cui fu ricevuto, o se la lettura dell'atto non fu eseguita alla presenza dei testimoni ove costituiti, ipotesi previste dai n. 5 e 6 dell'art. 58 l.n..

E' del tutto ovvio che le violazioni di cui è fatto cenno ai n. 5 e 6 dell'art. 58 l.n. riguardano unicamente l'attività di documentazione del notaio, mentre non hanno alcun collegamento con le dichiarazioni o il comportamento delle parti.

Quanto indicato conferma come la nullità dell'atto possa provenire da ipotesi che esulano dal contenuto negoziale del documento (il riferimento va alla violazione dell'art. 1343 cod.civ.), ma che provengono unicamente da un errore di forma totalmente attribuibile all'operato del pubblico ufficiale rogante.

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