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Apposizione di sigilli ed inventario (esecutore testamentario)



A mente dell'art. 705 cod. civ. l'esecutore testamentario fa apporre i sigilli quando tra i chiamati all'eredità vi sono minori, assenti, interdetti o persone giuridiche. In questa ipotesi l'esecutore fa redigere l'inventario dei beni in presenza dei chiamati all'eredità o dei loro rappresentanti o dopo averli invitati.

La disposizione si reputa analogicamente estensibile ai casi in cui tra i chiamati esistano inabilitati, scomparsi o enti non riconosciuti nota1. Non è possibile essere esonerati dai descritti incombenti: la norma possiede un carattere imperativo, stante la finalità di tutela di alcune specie di soggetti a cagione della minorata possibilità di reazione a fenomeni di sottrazione o dispersione dei beni ereditari nota2 .

Note

nota1

Così Caramazza, Delle successioni testamentarie, in Comm. teorico-pratico al cod.civ., dir. da De Martino, Novara-Roma, 1982, p. 580. Per quanto riguarda gli scomparsi si ritiene che la nozione di assente utilizzata dalla norma non debba essere interpretata tecnicamente. Essa indicherebbe non solo le persone nei cui confronti sia stata dichiarata l'assenza ai sensi dell'art. 49 cod. civ. , ma anche tutti coloro che siano momentaneamente lontani dal luogo di apertura della successione e che si presume abbiano perciò minori possibilità di tutelare i propri interessi (Giannattasio, Delle successioni. Successioni testamentarie, in Comm. cod. civ., Libro II, Torino, 1978, p. 401).
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nota2

Per questo motivo non è consentito al testatore di dispensare l'esecutore testamentario dall'obbligo di apposizione dei sigilli. Secondo un'opinione (Azzariti-Martinez, Successioni per causa di morte e donazioni, Padova, 1979, p. 626) soltanto l'autorità giudiziaria potrebbe disporre una tale dispensa nel caso di beni di nessuna o scarsa importanza (contra, nel senso dell'assoluta indispensabilità dell'apposizione dei sigilli anche in questi casi cfr. Talamanca, Successioni testamentarie, in Comm. cod. civ., a cura di Scialoja e Branca, Bologna-Roma, 1978, p. 514).
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Bibliografia

  • CARAMAZZA, Delle successioni testamentarie, artt. 587-712, Roma, Comm. teor-prat. del c.c, dir. da De Martino, 1973
  • F.S. AZZARITI - MARTINEZ - G.AZZARITI, Successioni per causa di morte e donazioni, Padova, 1979
  • GIANNATTASIO, Delle successioni, successioni testamentarie, Torino, Comm.cod.civ., II, 1978
  • TALAMANCA, Successioni testamentarie, Bologna - Roma, Comm.cod.civ. a cura di Scialoja e Branca, 1978

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