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Appello di L'Aquila del 2013 numero 959 (16/10/2013)




L'effettività della destinazione a casa familiare da parte del comodante non può essere desunta dalla mera natura immobiliare del bene concesso, ma implica un accertamento in fatto, che postula una specifica verifica della comune intenzione delle parti attraverso una valutazione globale dell'intero contesto nel quale il contratto si è perfezionato, della natura dei rapporti tra le medesime, degli interessi perseguiti e di ogni altro elemento che possa far luce sulla effettiva intenzione di dare e ricevere il bene allo specifico fine della sua destinazione a casa familiare (nella specie, la ricorrente doveva provare che il comodato non era stato stipulato dai proprietari solo con il marito (loro figlio) e che era finalizzato alle esigenze della costituenda famiglia come casa coniugale).

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